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Gioco, non è una moda passeggera: i numeri del settore e l’aumento della richiesta di professionisti

C’è un settore che più di tutti ha probabilmente messo la marcia in avanti e guarda ad un futuro che, in parte, è ancora tutto da scoprire. Si tratta di quello del gaming, da fenomeno di nicchia a fenomeno sociale nel giro di un decennio rivoluzionario che ha cambiato la percezione che si ha del gioco e, in qualche modo, anche la figura del giocatore, per tutti oggi noto come gamer. Una figura che è diventata anche, non solo, un mestiere. Lo dicono i numeri, sempre più importanti e soprattutto annunciati in crescita da qui al prossimo futuro. Insomma, il gioco da piaga sociale è diventato un fenomeno e il gamer, da nerd è diventato un professionista esperto di settore.

Un fenomeno che abbraccia tutti e che è stratificato a fasce sempre più eterogenee. Non giocano solo gli adulti, né solo gli uomini. Insomma, oggi il gioco è molto più di un semplice gioco. Per molti è uno svago, per altrettanti è un hobby, per altri ancora si diceva che fosse diventato un lavoro. Ma è per i giovanissimi, quelli della cosiddetta Generazione Z, che il gioco occupa un posto di assoluta priorità tra le cose da fare, tra quelle attività da praticare quotidianamente e con costanza. Anche qui c’è la riprova dei dati e dei numeri: in Italia la platea degli appassionati di gaming ha superato i quindici milioni di individui. Un mercato il cui giro d’affari supera i 2 miliardi e 243 milioni di euro secondo le stime pubblicate da IlReporter.

L’industria dei videogiochi è destinata a rompere ogni record anno dopo anno. È un settore di appassionati viscerali e non solo. E che accoglie anche tanti professionisti che vi hanno trovato impiego: il 79% di questi ha una età inferiore ai trentasei anni. Significa sostanzialmente che il settore è attrattivo e ricerca sempre più figure ma anche che dall’altro lato c’è sempre più richiesta di centri, anche università, che qualifichino determinate figure professionali. Non è un caso che siano aumentati gli indirizzi per appassionati di gaming, come ben dimostrano l’Università Statale di Milano, che non a caso ha inaugurato il suo indirizzo di game design.

Non è casuale: il gamer design è probabilmente il più richiesto nel complesso mercato dei videogiochi. Si tratta di un professionista addetto allo sviluppo e alla progettazione di videogame, colui che si occupa della costruzione del prodotto e della creazione dei livelli, dalle trame ai personaggi alle meccaniche di gioco. Altra figura la cui richiesta è in crescita è quella del game tester, colui che si occupa di verificare circa la qualità ed il corretto funzionamento del gioco, risolvendone i problemi prima della pubblicazione. Nel prossimo futuro c’è da aspettarsi un aumento in questo senso di autentici professionisti del gaming.

Categories: Economia e Finanza
Redazione Milano: