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Viaggio tra storia e tradizione della cucina milanese

Milano è celebre per diversi motivi. È uno dei più importanti centri della moda, è ricca di storia, architettura e arte. Rappresenta inoltre l’avanguardia in fatto di tecnologia e innovazione. Oltre a queste peculiarità note a tutti, la città vanta anche una ricca tradizione culinaria che riflette la storia e la cultura del posto.  Un mix tra semplicità e raffinatezza che hanno dato vita a piatti gustosi che sono diventati l’emblema di questa città.

Come trovare i ristoranti milanesi tipici più buoni

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Risotto alla milanese

Uno dei simboli indiscussi della città lombarda è il risotto alla milanese, un piatto che si distingue per il suo caratteristico colore giallo dato dallo zafferano.  Questo piatto, semplice ma elegante, è diventato un emblema della città, spesso preparato con brodo di carne e arricchito da una noce di burro e formaggio grana.

Le origini del piatto sembrano risalire al XVI secolo. Si dice che sia stato “scoperto” durante una festa nuziale e che un maestro vetraio, per impressionare gli ospiti, abbia aggiunto lo zafferano. Con lo scopo principale di dare un colore diverso al risotto, si scoprì il gusto inconfondibile e delizioso di questo piatto che continua a deliziare i nostri palati.

Cotoletta alla milanese

Il secondo per eccellenza della cucina lombarda. La cotoletta alla milanese è squisita nella sua semplicità. Una fettina di vitello impanata e fritta nel burro, che combina gusto e croccantezza. Alcune fonti la collegano al dominio austro-ungarico, quando veniva servita ai soldati lombardi per mantenersi in forze.

Altri scritti collocano le sue origini addirittura al medioevo. Secondo Pietro Verri nella sua “Storia di Milano”, in occasione dell’onomastico del fratello del vescovo Ambrogio, vennero offerte ai canonici le cotolette impanate. Per ricreare l’effetto della polvere dorata, una tecnica in voga nella preparazione dei piatti per ricchi, venne utilizzato proprio il pane grattugiato e poi “dorato”.

Ossobuco

Per gli amanti dei secondi di carne, l’ossobuco è il piatto da provare assolutamente. La preparazione richiede uno stinco di vitello tagliato a fette e cucinato a fuoco lento con vino bianco, brodo e verdure.  Le prime testimonianze dell’ossobuco risalgono al XIX secolo, e la sua preparazione tradizionale prevede una gremolada finale di limone, aglio e prezzemolo che dona freschezza al piatto.  Questo piatto venne “ufficializzato” da Pellegrino Artusi, autore del libro la scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, scritto nel 1981.

Redazione Milano: