Colui che pratica in modo regolare attività fisica di intensità moderata per almeno due ore e mezza a settimana o vigorosa per almeno un’ora e mezza beneficia di una riduzione della mortalità cardiovascolare e della mortalità per tutte le cause dell’ordine del 20-30% rispetto a chi conduce una vita sedentaria. È uno dei messaggi lanciato dal congresso di Cardiogeriatria. “Il movimento non solo previene la maggior parte delle malattie cardiovascolari e cronico-degenerative, ma permette una miglior conservazione dell’efficienza fisica, garantendo così di vivere a lungo in forma e in piena autonomia”, ha affermato Lorenzo Palleschi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma e promotore del congresso insieme a Francesco Vetta, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia e Aritmologia di IDI-IRCSS.
Palleschi ha ricordato come per le persone anziane mantenersi in movimento sia fondamentale anche in caso di ricoveri in ospedale o in strutture sanitarie, poiché la scarsa mobilità comporta un aumento del rischio di perdita dell’autonomia personale e di complicanze. “Tuttavia, la pandemia Covid-19 presenta nuove e gravi sfide che minacciano di compromettere i recenti sforzi e i progressi verso una cultura della mobilità”, ha affermato. “Le rigide misure di distanziamento sociale all’interno delle strutture sanitarie, le carenze del personale dovuto a riallocazione ad aree ad alto fabbisogno come il pronto soccorso o le terapie intensive, la carenza di dispositivi di protezione e la ritrosia dei pazienti nei confronti della mobilità stanno minacciando la promozione della mobilità all’interno delle strutture sanitarie (ospedali ed RSA) così determinante per il benessere dei pazienti anziani”, ha concluso.