Il Ministero della Salute ha aggiornato il Piano Pandemico Nazionale, che resterà valido fino al 2028. Il precedente documento, scaduto nel 2023, conteneva protocolli ormai superati, soprattutto alla luce dell’esperienza maturata durante la pandemia di Covid-19. La nuova versione, articolata in 218 pagine, definisce le strategie da adottare per fronteggiare eventuali emergenze sanitarie su scala nazionale.
Una prima bozza del piano è stata approvata, ma il percorso di adozione definitiva è ancora in corso.
Restrizioni solo con leggi e atti aventi forza di legge
Il documento stabilisce che ogni misura restrittiva dovrà rispettare i principi di precauzione, responsabilità, proporzionalità e ragionevolezza. In particolare, le limitazioni della libertà individuale potranno essere adottate solo con leggi o atti aventi forza di legge e per il tempo strettamente necessario. Non sarà quindi possibile imporre restrizioni tramite decreti del Presidente del Consiglio (Dpcm), come accaduto in passato.
Le restrizioni più severe – come la chiusura delle attività lavorative non essenziali, la sospensione delle attività scolastiche, il distanziamento fisico e la limitazione degli spostamenti – potranno essere attuate solo in caso di pandemie di carattere eccezionale.
Vaccini e potenziamento del sistema sanitario
Il nuovo piano riconosce i vaccini come lo strumento preventivo più efficace, con un rapporto rischio-beneficio nettamente favorevole. Tuttavia, sottolinea che non devono essere considerati l’unica strategia di contrasto a una pandemia.
Per rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario, il documento prevede l’ampliamento del numero di operatori sanitari coinvolti nelle emergenze e il potenziamento dei laboratori virologici. Tuttavia, il raggiungimento di questi obiettivi si scontra con la carenza strutturale di medici e infermieri. Per affrontare questa criticità, il governo ha previsto un piano di finanziamento progressivo, con uno stanziamento che raggiungerà i 300 milioni di euro entro il 2027.
Il testo è ora all’esame della Conferenza Stato-Regioni per ulteriori valutazioni e modifiche prima dell’approvazione definitiva.