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Maurizio Ganz El Buitre della Brianza (Butragueño)

di Augusto Oriani, intervista esclusiva pubblicata su Italo Canadesi.it

Gli anni passano ma le amicizie rimangono, conosco Maurizio Ganz da quando si trasferì a Monza nel lontano 1988- 89, un bravissimo ragazzo nato a Tolmezzo in Friuli. Diciamo che la sfortuna di Maurizio è sempre stata di trovarsi davanti grandi campioni e quando sei giovanissimo è dura sorpassarli. Ha cominciato prestissimo la sua carriera era sempre in campo, non c’erano i cellulari, i ragazzi non avevano nulla ma tutti erano felici e giocavano per strada . Maurizio ha giocato nel calcio vero, il calcio di una volta.

Sacrifici ,“Insomma, ha girato un po’. Ha fatto anche diversi provini, i primi a Udine e Bologna. É stato all’Inter e non l’ hanno preso. Dopo una selezione all’Aldini di Milano gli hanno risposto: ‘Bravo, ma qui ne abbiamo di migliori’. Qualche anno dopo, lo hanno acquistato per sette miliardi di lire. É stato all’Atalanta e non l’hanno preso. Lo ha bocciato il grande Pier Luigi Pizzaballa, storico portiere della Dea, famoso per essere stato la “figurina Panini introvabile”: ‘Questo ragazzo è bravino, ma ce ne sono di più forti’. Anni dopo anche l’Atalanta lo ha acquistato a peso d’oro. Poi mi ha preso la Sampdoria”.

Con Marotta al Monza è stato preso e a seguire, Parma, Brescia, Atalanta, Inter, Milan Venezia, ancora Atalanta, Fiorentina, Ancona, Modena, Lugano e Pro Vercelli. Tanti ricordi. Il più bello?

Ha indossato molte maglie, ma in fondo una sola: quella della correttezza, del dare sempre il 100 per 100. Ha esordito in A a 17 anni, ha smesso a 37. Tutte gli hanno lasciato qualcosa. In ognuna c’è un momento da ricordare. Alla Samp il debutto tra i professionisti. A Monza il debutto in B. A Parma la prima promozione. A Brescia, in B, sono stato capocannoniere. Quando ero all’Atalanta ha convinto Arrigo Sacchi a convocarmi in Nazionale. É stato il primo acquisto di Massimo Moratti all’Inter. Al Milan ha vinto lo scudetto. All’Ancona un’altra promozione. A Venezia ha firmato il primo gol neroverde degli Anni Duemila, il 5 gennaio nell’anticipo contro la Lazio. Alla Pro Vercelli, in C2, segnando nella penultima partita della carriera, ho raggiunto quota 170 gol nei campionati”.

Se è arrivato ad essere un grandissimo campione non è solo per i grandissimi sacrifici che ha fatto , ma perché ha avuto grandissimi allenatori che lo hanno plasmato per arrivare ad essere il campione che tutti noi conosciamo.

Vorrei parlare dell’anno che è stato veramente lanciato come campione, un anno molto importante per la sua carriera, non era facile, era giovane e come tutti i giovani è possibile perdersi. Ha Monza ha trovato un ambiente ideale . Era giovane ma nelle stelle era gia’ scritto il suo destino. Mi ricordo che anche Lui come tra l’altro giocatori importanti e meno importanti era caduto in un momento di crisi, qui vedi il carattere del giocatore e l’ambiente che ti circonda in molti stadi ti fischiano, ma qui non è stato cosi. Usualmente ci si ritrovava al Bar Carosello, un bar unico a quel tempo gestito dal proprietario IL LINO, qui tutti gli sono stati vicini e lo hanno supportato facendogli sentire il calore dell’amicizia e dell’affetto. Qui era considerato un idolo e soprattutto un amico un amico. Ci sono molti aneddoti, ricordo le grandi partite di ping-pong, io e Lui giocavamo sempre contro il nostro amico Mauro e Di Biagio e naturalmente noi eravamo sempre i vincitori, Giunse il momento di lasciare Monza per destinazione Parma. Certamente noi tifosi egoisticamente avremmo voluto che rimanesse a Monza ,ma il calcio è un lavoro. Io e Mauro rimanemmo sempre in contatto e l’amicizia prosegui. Quando potevamo lo andavamo a vedere. Un giorno andammo a vederlo a Brescia e qui un altro aneddoto e per me il più importante ricco di umanità, stavamo aspettando Maurizio fuori dallo stadio mentre si stava avvicinando a noi ,una persona lo fermò gli chiese qualcosa e vidi che mise le mani in tasca e gli diede 200 mila lire, ma conoscendo Maurizio penso che quella non fosse l’unica volta che fece questo gesto, questo è il simbolo dei veri campioni ovvero non solo in campo ma anche e soprattutto fuori. Finita la carriera da calciatore inizia la carriera da allenatore.

Prese il patentino a Coverciano (UEFA Pro Licence ) il più importante al Mondo

Magenta (Attualmente)

Milan Femminile AC Taverne FC Ascona Bustese FC Ascona Varese Primavera (U19)

Settore giovanile

Varese, Aldini Calcio, Masseroni

Maurizio e i suoi soprannomi

Vorrei cominciare dal soprannome di inizio della sua brillante carriera .A Monza era stato sopranominato El Buitre della Brianza, ovvero era stato accostato a quel grande campione spagnolo che è stato Emilio Butragueño uno soprannome di grande spessore.

A Milano era stato sopranominato El segna semper LU (segna sempre Lui)ritengo personalmente il soprannome un po’ generico e non degno del campione che è stato Maurizio.

La leggerezza dei giornalisti è stata quella di non avere preso in considerazione il peso dei due soprannomi

Nella foto squadra Monza Maurizio Ganz è l’ultimo a destra accasciato

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Redazione Milano: