L’Inter è stata, è e resta una delle grandi squadre europee. In particolare in questi ultimi anni la squadra, dopo la scorpacciata del triplete del 2010, è tornata ad essere super competitiva in Europa, arrivando due volte in finale di Champions League, nel 2023 e nel 2025. E ad oggi rappresenta uno dei casi più interessanti del calcio europeo recente perché è un club capace di raggiungere l’élite continentale con continuità, ma con un grande “ma”. Nonostante gli sforzi e l’ammirazione anche degli avversari i nerazzurri non riescono a compiere l’ultimo salto verso il trofeo. Le due finali perse nelle ultime stagioni hanno certificato la solidità del progetto tecnico, ma hanno anche evidenziato limiti strutturali e competitivi che, al momento, separano i nerazzurri dalle vere superpotenze europee.
Il rendimento europeo dell’Inter dal 2023 a oggi
A partire dalla stagione 2022/2023, conclusa con la finale di Istanbul, l’Inter ha dimostrato una notevole crescita nella gestione delle competizioni a eliminazione diretta. Il percorso verso l’atto conclusivo ha messo in luce una squadra estremamente organizzata sul piano tattico, capace di adattarsi agli avversari e di massimizzare il rendimento nei momenti chiave. La finale persa contro il Manchester City ha lasciato sensazioni contrastanti e se da un lato si è avuta la consapevolezza di poter competere alla pari, dall’altro è stata evidente la difficoltà cronica nel capitalizzare le poche occasioni create contro squadre di livello superiore.
Nella stagione successiva, l’Inter ha confermato un rendimento europeo di alto profilo, superando con autorevolezza la fase a gironi e mostrando maturità nei turni a eliminazione diretta. Tuttavia, anche in questo caso, il percorso si è interrotto prima del traguardo finale, evidenziando come la continuità ad altissimo livello resti un obiettivo ancora non pienamente centrato. Fino al 2025, quando l’Inter con Simone Inzaghi in panchina, è riuscita a tornare in finale avendo di fronte il Paris Saint Germain. Ma quella partita, il 31 maggio 2025, è stata un incubo per i giocatori e i tifosi nerazzurri. Il biscione ha subito una delle peggiori sconfitte nella sua storia con un clamoroso 5-0 difficile da dimenticare.
Continuità tattica e limiti strutturali della rosa
Uno dei principali punti di forza dell’Inter nelle ultime edizioni di Champions League è stata la stabilità tattica. Il sistema di gioco consolidato, basato su una struttura difensiva solida e su meccanismi offensivi ben oliati, ha permesso alla squadra di competere con avversari tecnicamente più dotati. Tuttavia, questa stessa stabilità ha mostrato dei limiti quando il livello di intensità e qualità si è ulteriormente alzato.
La rosa nerazzurra presenta una combinazione di giocatori nel pieno della maturità agonistica e profili esperti che garantiscono leadership, ma che iniziano a risentire del peso delle stagioni. Il Biscione dovrà assolutamente approfittare del momento favorevole di Lautaro Martinez e delle ultime cartucce di quei giocatori che sono ormai in là con l’età, come Acerbi e Mkhitaryan. Anche se in Serie A la situazione ai vertici della classifica è alquanto equilibrata, in Europa le avversarie sono sempre all’avanguardia e secondo i media e le quote relative alla Champions League quest’anno sono soprattutto Arsenal, Bayern Monaco, Manchester City e PSG a incutere timore lungo la strada verso la ‘coppa dalle grandi orecchie’
Il divario europeo con le altre big
Il vero gap tra l’Inter e le big europee emerge soprattutto nelle partite ad altissima tensione, quando il ritmo aumenta e la qualità tecnica diventa determinante. In queste situazioni, le squadre favorite riescono spesso a risolvere l’incontro grazie a singole individualità, mentre i nerazzurri necessitano di un contesto tattico perfetto per massimizzare le proprie chance.
Dal 2023 a oggi, l’Inter ha dimostrato di poter arrivare fino in fondo, ma non ancora di saper dominare. La differenza risiede nella capacità di imporre il proprio gioco anche contro avversari di pari livello, senza limitarsi a una gestione attendista. Finché questo salto qualitativo non verrà completato, i nerazzurri continueranno a essere considerati una mina vagante più che una favorita assoluta. E con i nerazzurri deve crescere anche Cristian Chivu che ha iniziato molto bene sulla panchina del biscione, a partire dai successi nell’ultimo Mondiale per club, ma ha trovato adesso qualche difficoltà di troppo. Le recenti campagne europee hanno comunque arricchito il bagaglio di esperienza del gruppo nerazzurro.
Due finali perse rappresentano una ferita sportiva, ma anche una base su cui costruire una mentalità vincente. Per trasformare la missione Champions in un trionfo concreto, l’Inter dovrà intervenire su più livelli, con investimenti sulla rosa per alzarne il tasso tecnico, incrementando quindi la qualità nelle rotazioni e cercando di evolvere nel gioco non rimanendo ancorati a una logica del calcio italiano, più tattico, più lento e meno esplosivo. Solo così il club potrà colmare il divario che oggi la separa dalle big europee e presentarsi non più come outsider di lusso, ma come autentica candidata al titolo.