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Quanto vale il mondo del gaming all’alba del 2026?

È veramente impressionante il modo in cui il settore del gaming si sia ampliato e solidificato in epoca recente. Quando siamo giunti alle porte del 2026, il mondo dei videogiochi si presenta come un ecosistema articolato, capace di generare valore non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale e occupazionale. In Italia, come evidenziano i dati ufficiali di IIDEA, l’industria videoludica continua a espandersi seguendo un trend positivo ormai consolidato, trainato soprattutto dal digitale, dal mobile e dall’evoluzione delle abitudini dei consumatori.

I numeri del mercato videoludico

Secondo il rapporto IIDEA “I videogiochi in Italia nel 2024”, il giro d’affari complessivo del settore ha sfiorato i 2,4 miliardi di euro, con una crescita del 3% su base annua. A sostenere maggiormente il mercato è il segmento software, che con 1,8 miliardi di euro rappresenta circa il 77% del valore totale. All’interno di questo comparto, le app e il digitale mostrano performance particolarmente brillanti, raggiungendo rispettivamente 903 milioni e 715 milioni di euro, segno di una progressiva centralità delle piattaforme mobile e dei contenuti scaricabili.

Il calo del fisico e dell’hardware, pur evidente, è da interpretare come una fase di assestamento dopo un 2023 anomalo, caratterizzato da vendite straordinarie e da un’offerta software eccezionale. Le prospettive per il 2025 e il 2026 restano infatti positive, anche alla luce dell’arrivo di nuove console e di titoli molto attesi. Sul fronte dei consumatori, i numeri confermano la maturità del mercato: 14 milioni di italiani giocano ai videogiochi, con un’età media di 31 anni e una presenza femminile in forte crescita. Smartphone e tablet si confermano i dispositivi preferiti, seguiti da console e PC, mentre il tempo medio di gioco settimanale torna a salire, superando le sette ore.

Casinò online e gaming digitale

All’interno del macrocosmo del gaming digitale trovano spazio anche le piattaforme di intrattenimento regolamentate, come i casinò online, il cui volume d’affari è monitorato dai dati ADM. Questi portali offrono un’ampia gamma di contenuti che spaziano dai giochi di carte alle slot digitali, passando per il bingo online e le scommesse sportive, intercettando pubblici con interessi e comportamenti molto diversi. In Italia sono presenti diversi milioni di gamer attivi, ma solo una piccola percentuale si concentra sui contenuti del casinò live come i giochi di carte o il bingo in versione digitale, mentre tanti altri preferiscono i giochi sportivi. Ad ogni buon conto, lo sviluppo dei giochi tripla A si sta rivelando piuttosto oneroso e gli esperti del settore sono dubbiosi circa la sostenibilità di un modello di tale portata, il che potrebbe rallentare la crescita del movimento.

Questa riflessione va letto in un più ampio contesto, in cui anche l’industria videoludica italiana mostra segnali di consolidamento. Le imprese attive hanno superato quota 200, con un fatturato stimato tra 180 e 200 milioni di euro e quasi 2.800 addetti, perlopiù giovani e altamente specializzati. La maggior parte dei videogiochi sviluppati in Italia è destinata ai mercati esteri, in particolare Europa e Nord America, mentre l’autofinanziamento resta la principale fonte di sostegno economico, affiancata da un crescente supporto pubblico.

Redazione Milano: