Febbraio a Milano non è solo nebbia e tramontana. Per migliaia di famiglie coincide con la corsa ai posti nei nidi comunali, una finestra stretta dove si gioca l’organizzazione dell’anno successivo. I numeri dell’anno scorso dicono tutto: a maggio 2.422 bambini aspettavano ancora un posto al nido, mentre le scuole dell’infanzia avevano già azzerato le graduatorie. La domanda per la fascia 0-3 anni supera stabilmente l’offerta pubblica, e questo trasforma le iscrizioni in un appuntamento che richiede strategia, tempismo e consapevolezza delle alternative. Il calendario 2026 è fissato: chi vuole partecipare alla selezione ha tre settimane esatte, dal 4 al 25 febbraio.
Il calendario delle iscrizioni 2026: date da segnare
La finestra si apre mercoledì 4 febbraio alle ore 12:00 e si chiude, con la stessa precisione, mercoledì 25 febbraio alle 12:00. Tre settimane durante le quali ogni famiglia residente può presentare domanda esclusivamente online, attraverso il portale del Comune di Milano. L’accesso richiede identità digitale: SPID o Carta d’Identità Elettronica sono gli unici strumenti accettati, senza eccezioni.
Prima delle domande arrivano gli open day. Dal 28 al 30 gennaio 2026, ogni nido e sezione primavera della città apre le porte dalle 16:30 alle 18:30. Tre pomeriggi per vedere spazi, conoscere educatrici, porre domande che nessun sito può risolvere. La prima graduatoria verrà pubblicata ad aprile, ma il percorso di assegnazione proseguirà con scorrimenti successivi fino all’inizio dell’anno educativo.
Open day: tre giorni per scegliere con consapevolezza
Una scelta basata solo sui consigli di amici o sulla vicinanza geografica rischia di rivelarsi fragile. Gli open day sono l’occasione per trasformare nomi su una lista in realtà concrete. Vedere l’ampiezza del giardino, toccare i materiali didattici, osservare come gli spazi sono organizzati cambia la percezione di una struttura. Le educatrici presenti rispondono a dubbi che emergono solo davanti agli ambienti reali: come funziona l’inserimento, quali attività caratterizzano la giornata, che rapporto numerico c’è tra adulti e bambini.
La finestra è stretta: dal 28 al 30 gennaio, sempre nella fascia oraria 16:30-18:30. Visitare più strutture diventa strategico, soprattutto per chi vive in zone di confine tra quartieri. Il servizio di geolocalizzazione messo a disposizione dal Comune permette di individuare con precisione nidi e sezioni primavera sul territorio, filtrando per distanza e caratteristiche. Preparare una lista di domande prima della visita aiuta a sfruttare al meglio il tempo disponibile: orari di apertura, gestione delle emergenze sanitarie, presenza di cucina interna, modalità di comunicazione con le famiglie.
Come presentare domanda: la procedura passo passo
La domanda si compila interamente online attraverso il portale istituzionale. Servono i documenti del bambino, il codice fiscale, la certificazione vaccinale aggiornata. Il sistema permette di indicare fino a cinque preferenze, ordinate per priorità. L’ordine conta: se il primo nido scelto non ha posti disponibili, l’algoritmo valuta automaticamente le opzioni successive.
L’errore più frequente? Indicare solo strutture ad altissima domanda, quelle nei quartieri centrali o più ambiti, senza prevedere alternative realistiche. Chi inserisce cinque nidi tutti con liste d’attesa storicamente lunghe rischia di trovarsi senza assegnazione. La strategia più efficace bilancia la scelta ideale con opzioni progressivamente più accessibili, magari allargando il raggio geografico. I vaccini sono un requisito inderogabile: la mancata regolarizzazione della situazione vaccinale impedisce l’accesso ai servizi comunali.
Il portale registra con precisione data e ora di presentazione della domanda, ma questo dato non influisce sulla graduatoria. Non serve l’assalto al sito nei primi minuti: contano la correttezza delle informazioni e la completezza della documentazione.
Le graduatorie: criteri e scorrimenti
Ad aprile arriva il primo verdetto. La graduatoria viene pubblicata sul portale del Comune, con i bambini identificati attraverso il numero assegnato alla domanda. Accanto al nome della struttura compaiono le diciture “Assegnato” o “In fase di assegnazione”. Il sistema di punteggi considera residenza, situazione economica certificata dall’ISEE, presenza di fratelli già iscritti, condizioni familiari particolari. Ogni elemento contribuisce a determinare la posizione in graduatoria.
Gli scorrimenti proseguono per mesi. Famiglie che rinunciano al posto assegnato, ritiri, cambi di residenza: ogni movimento genera un’opportunità per chi è in lista d’attesa. Monitorare il portale fino a settembre diventa parte della routine per chi non ha ottenuto l’assegnazione immediata. Il meccanismo è dinamico, e le possibilità restano aperte ben oltre la prima pubblicazione.
L’alternativa privata: quando il pubblico non basta
I 2.422 bambini rimasti in attesa l’anno scorso hanno trovato soluzioni altrove. I nidi privati accreditati dalla Regione Lombardia garantiscono gli stessi standard qualitativi dei servizi comunali e risultano compatibili con il sostegno economico previsto dall’INPS, fino a 3.600 euro annui per le famiglie con ISEE sotto i 40 mila euro.
Strutture come il Mini Club Scooby nella zona Ripamonti offrono flessibilità difficile da trovare nel pubblico: apertura dodici mesi l’anno, agosto compreso, e disponibilità di aperture straordinarie il sabato. Quartieri come Porta Romana, Vigentino, Chiesa Rossa, Corvetto dispongono di un’offerta privata qualificata che risponde a esigenze specifiche delle famiglie contemporanee.
Il costo pesa: le rette private si collocano in una fascia tra 600 e 900 euro mensili, contro i 100-400 euro del pubblico calcolati in base all’ISEE. Ma la flessibilità oraria, i rapporti numerici educatore-bambino più favorevoli, la continuità educativa anche nei periodi di chiusura dei servizi comunali giustificano la differenza per molte famiglie. Integrare pubblico e privato nella strategia complessiva significa valutare non solo il costo immediato ma l’equilibrio tra esigenze lavorative e qualità del percorso educativo.
Cosa fare se non si ottiene il posto
La mancata assegnazione nella prima graduatoria non chiude il percorso. Gli scorrimenti proseguono fino all’avvio dell’anno educativo, e nuove disponibilità emergono anche in corso d’anno per trasferimenti o rinunce. Mantenere attiva la propria posizione in graduatoria e rispondere tempestivamente alle comunicazioni del Comune aumenta le possibilità di rientrare.
Le sezioni primavera accolgono bambini dai 24 ai 36 mesi e offrono un’opzione intermedia. I servizi integrativi come spazi gioco ed educazione domiciliare coprono fasce orarie ridotte ma possono combinarsi con altre soluzioni familiari. La rete di nidi aziendali convenzionati cresce di anno in anno, offrendo opportunità attraverso i datori di lavoro.
L’importante è non farsi prendere dal panico. Milano dispone di un’offerta articolata che va oltre il nido comunale tradizionale. Chi si muove con anticipo, valuta tutte le opzioni disponibili e mantiene flessibilità nelle scelte ha strumenti concreti per trovare la soluzione necessaria. Le iscrizioni di febbraio sono l’inizio del percorso, non l’unica chance.