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Casa LILT Milano: a Crescenzago il nuovo polo da 1.450 metri quadrati per la prevenzione oncologica e il follow-up dei pazienti

Nel cuore di un dibattito sempre più urgente sulla salute pubblica, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori LILT Milano Monza Brianza rilancia il proprio ruolo centrale nella prevenzione oncologica e nell’assistenza ai pazienti, intrecciando dati, testimonianze e nuovi progetti che guardano al futuro della sanità territoriale.

A fare il punto è Marianna Pucciarelli, protagonista di un lungo confronto su Fast News Platform, dedicato al valore della prevenzione e alla necessità di un sistema sempre più integrato tra strutture sanitarie, terzo settore e cittadini.

La prevenzione come priorità assoluta

Il messaggio che emerge con forza è uno: la prevenzione resta l’arma principale contro i tumori. Una considerazione che si inserisce in una realtà complessa, dove i ritmi della vita quotidiana, soprattutto nelle grandi città, tendono spesso a rimandare controlli e screening.

Pucciarelli sottolinea come l’attività della LILT sia storicamente radicata nella collaborazione con il sistema sanitario e con i medici, in particolare attraverso il legame con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, punto di riferimento scientifico e operativo fin dalla nascita dell’associazione.

La missione, spiega, resta invariata dal 1948: ridurre l’impatto dei tumori sulla vita delle persone attraverso prevenzione, diagnosi precoce e assistenza. Un lavoro che si traduce in ambulatori diffusi sul territorio e in prestazioni sanitarie a costi accessibili, spesso paragonabili al ticket del Servizio Sanitario Nazionale.

Tumori: non aumento dei casi, ma aumento della sopravvivenza

Uno dei dati più rilevanti riguarda l’andamento della malattia in Italia: non si registra un aumento significativo dell’incidenza, ma un netto miglioramento della sopravvivenza grazie ai progressi della ricerca e delle terapie.

Un esempio emblematico è quello del tumore al seno, che oggi colpisce circa una donna su otto. La percentuale di guarigione si attesta intorno all’88%, ma in caso di diagnosi precoce può arrivare fino al 97%. Una differenza che, come viene sottolineato, si traduce direttamente in vite salvate.

Da qui l’appello costante a partecipare agli screening e ai controlli periodici, strumenti fondamentali per intercettare la malattia nelle sue fasi iniziali.

Uomini e prevenzione: un nodo culturale ancora aperto

Nel corso dell’intervista emerge anche un altro tema critico: la prevenzione maschile, spesso sottovalutata. In particolare, viene richiamata l’attenzione sul tumore alla prostata, ancora oggi poco affrontato con la stessa regolarità degli screening femminili.

Secondo Pucciarelli, uno dei problemi principali è di natura culturale: molti uomini tendono a evitare controlli e visite, rendendo spesso necessaria la mediazione delle donne della famiglia per incoraggiare la prevenzione. Un ostacolo che LILT affronta attraverso campagne dedicate e attività continuative durante tutto l’anno.

Follow-up e nuove fragilità sociali

Accanto alla prevenzione, cresce anche il tema del follow-up oncologico, cioè il monitoraggio dei pazienti dopo la guarigione. Un ambito sempre più centrale, in un contesto in cui i sistemi sanitari sono fortemente orientati alla cura acuta e meno alla gestione del lungo periodo.

Proprio per rispondere a questa esigenza, LILT Milano Monza Brianza sta lavorando a un nuovo progetto: la realizzazione di Casa LILT Milano, un polo innovativo previsto a Crescenzago, con una superficie di circa 1.450 metri quadrati.

La struttura ospiterà ambulatori avanzati, servizi diagnostici di secondo livello e apparecchiature di ultima generazione, incluse TAC e risonanza magnetica, in collaborazione con partner tecnologici come Siemens. L’obiettivo è creare un centro integrato dedicato alla prevenzione e alla gestione dei pazienti nel lungo periodo.

Il ruolo del terzo settore e il sostegno dei cittadini

Uno degli aspetti più evidenziati riguarda la flessibilità del terzo settore, capace di rispondere rapidamente ai bisogni emergenti grazie a strutture più agili rispetto alla pubblica amministrazione.

Questa capacità di intervento si traduce in un forte sostegno da parte dei cittadini, che contribuiscono attraverso donazioni e soprattutto attraverso il meccanismo del 5×1000, fondamentale per finanziare servizi essenziali.

Le risorse raccolte vengono destinate non solo alla ricerca e all’assistenza sanitaria, ma anche a contributi economici diretti per pazienti in difficoltà, inclusi aiuti per spese quotidiane e beni di prima necessità.

Viene ricordato un caso emblematico: un libero professionista colpito da tumore, impossibilitato a lavorare e sostenuto dall’associazione anche per bisogni primari come l’alimentazione. Situazioni che, secondo LILT, sono in aumento a causa della crescente fragilità socio-economica.

Stili di vita: fumo, alcol e prevenzione quotidiana

Ampio spazio viene dedicato anche ai fattori di rischio legati agli stili di vita. Il fumo, in particolare, resta uno dei principali nemici della salute: la combinazione tra sigarette tradizionali e dispositivi elettronici può addirittura triplicare il rischio oncologico.

Non meno rilevante è il problema del fumo passivo, ancora responsabile di un numero elevato di decessi in Europa, mentre le politiche di divieto adottate in città come Milano vengono indicate come esempio virtuoso.

Anche l’alcol tra i giovani rappresenta un elemento di forte preoccupazione, soprattutto per fenomeni come il binge drinking. In risposta, si diffonde però anche la tendenza degli “alcol free”, bevande che permettono la socialità senza consumo di alcol.

Il messaggio finale: la prevenzione come cultura

Il messaggio conclusivo è chiaro: la prevenzione non può essere episodica, ma deve diventare una cultura diffusa. A partire dai trent’anni, sottolinea LILT, è fondamentale adottare comportamenti corretti, evitare fumo e alcol, svolgere attività fisica e sottoporsi ai controlli medici.

Un approccio che coinvolge non solo i cittadini, ma anche scuole e istituzioni, attraverso programmi educativi dedicati alla prevenzione delle dipendenze e alla costruzione di una maggiore consapevolezza sanitaria.

In un contesto in cui la medicina fa passi avanti significativi e la sopravvivenza ai tumori aumenta costantemente, il vero obiettivo diventa quindi uno: arrivare prima della malattia. E trasformare la prevenzione da scelta individuale a responsabilità collettiva.

Redazione Milano: