Nei primi minuti dopo un incendio, le decisioni sbagliate si pagano più di quelle giuste. Sapere cosa fare subito dopo un incendio in azienda non significa solo spegnere le fiamme: significa anche gestire correttamente l’evacuazione, i rapporti con i Vigili del Fuoco e i primi passi per la ripresa dell’attività.
L’articolo 18 del D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di designare in anticipo i lavoratori incaricati di gestire l’evacuazione e le emergenze, con misure proporzionate alle dimensioni dell’azienda: una struttura che, nel momento dell’emergenza, fa la differenza tra una gestione ordinata e il caos.
Cosa fare subito dopo un incendio in azienda: la messa in sicurezza
La priorità assoluta resta sempre l’evacuazione delle persone, seguendo il piano di emergenza già predisposto e senza tentare di recuperare oggetti o documenti. Solo gli addetti designati, formati per questo compito specifico, possono intervenire con gli estintori su un principio di incendio ancora gestibile.
Una volta arrivati i Vigili del Fuoco, il controllo dell’area passa interamente a loro: rientrare nei locali prima del loro nullaosta espone a rischi concreti, legati sia a strutture indebolite dal calore sia a fumi residui ancora presenti negli ambienti chiusi.
Nei primi minuti, i passaggi da seguire sono sempre gli stessi, indipendentemente dal settore o dalle dimensioni dell’azienda:
- Dare l’allarme e avviare l’evacuazione secondo il piano già predisposto.
- Chiamare il numero unico per le emergenze e attendere l’arrivo dei soccorsi.
- Non rientrare nei locali finché i Vigili del Fuoco non lo autorizzano.
- Verificare che tutti i presenti siano stati conteggiati nel punto di raccolta.
Cosa fare subito dopo un incendio in azienda, e cosa evitare
Il primo errore comune è voler ripristinare l’attività troppo in fretta, spostando macerie o pulendo le superfici prima che un tecnico abbia documentato i danni. Questo comportamento può compromettere la perizia assicurativa, che si basa proprio sullo stato dei luoghi subito dopo l’evento.
Altrettanto rischioso è affidare la pulizia iniziale a personale non formato: i residui di combustione possono contenere sostanze irritanti, e maneggiarli senza i dispositivi di protezione corretti espone a un pericolo che spesso non viene percepito come tale nei primi giorni.
La documentazione prima della bonifica
Fotografare ogni ambiente colpito, conservare gli oggetti danneggiati più significativi e annotare l’orario in cui si è verificato l’evento sono passaggi che richiedono pochi minuti ma che semplificano enormemente i rapporti con l’assicurazione nelle settimane successive.
Cosa fare subito dopo un incendio in azienda per organizzare la ripresa
Una volta completati i rilievi tecnici e ottenuto il via libera dei Vigili del Fuoco, il passaggio successivo riguarda la bonifica dell’ambiente: rimozione dei residui carboniosi, trattamento delle superfici e, quando necessario, degli impianti di aerazione, che continuano a diffondere fumo residuo se non trattati.
Le aziende specializzate in questo tipo di intervento operano con personale formato ai dispositivi di protezione individuale e con un documento di valutazione del rischio chimico specifico per i prodotti impiegati, elemento che tutela sia gli operatori sia l’azienda committente.
A Roma, realtà come Rapida Servizi Italia intervengono proprio in questa fase, occupandosi della bonifica tecnica che precede la riapertura dei locali.
Gestire un incendio in azienda riduce i danni nel tempo
Le aziende che affrontano meglio un incendio non sono quelle più fortunate, ma quelle che avevano già chiarito, prima dell’emergenza, chi fa cosa nei primi minuti e nelle ore successive. È una preparazione che si vede solo quando serve, ma che in quel momento vale più di qualsiasi altra misura.
Lo stesso principio vale per la fase successiva: sapere già a chi rivolgersi per la bonifica tecnica, invece di cercarlo sotto pressione il giorno stesso, accorcia sensibilmente i tempi di ripresa dell’attività.