Volodymyr Zelensky e Recep Tayyip Erdoğan si sono incontrati oggi, 31 ottobre, a Istanbul per discutere della guerra in Ucraina, della sicurezza nel Mar Nero e delle prospettive di una ripresa dei negoziati con Mosca.
Al centro del colloquio, la possibilità di organizzare un nuovo incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia nella prima metà di novembre. La Turchia potrebbe ospitare il vertice, anche se resta aperta l’ipotesi di Abu Dhabi. Kyiv punta inoltre a coinvolgere i Paesi europei nel percorso diplomatico.
Zelensky ha illustrato la necessità di individuare una strada concreta per fermare il conflitto, mentre Erdoğan ha confermato la disponibilità di Ankara a sostenere gli sforzi per una soluzione negoziata.
Un altro tema centrale è stato quello della sicurezza nel Mar Nero. La Turchia guarda con preoccupazione agli attacchi che coinvolgono le rotte commerciali e le navi civili, con possibili conseguenze anche sulle esportazioni agricole ucraine. I due presidenti hanno discusso della protezione dei collegamenti marittimi e della possibilità di mantenere operativo il corridoio utilizzato per il trasporto dei cereali.
Durante i colloqui si è parlato anche del sostegno energetico a Kyiv. Tra le questioni affrontate figurano nuove forniture di generatori e attrezzature destinate a rafforzare le infrastrutture ucraine, messe sotto pressione dagli attacchi russi.
Spazio infine alla cooperazione industriale e militare tra Ankara e Kyiv, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente progetti comuni nel settore della difesa e delle tecnologie.
La Turchia torna protagonista della diplomazia
L’incontro conferma l’ambizione di Erdoğan di mantenere la Turchia al centro delle iniziative diplomatiche sulla guerra. Ankara conserva infatti rapporti con entrambe le parti e continua a proporsi come possibile sede di nuovi negoziati.
Per Zelensky, il coinvolgimento turco rappresenta un’opportunità per riaprire un canale diplomatico, senza rinunciare alla partecipazione degli Stati Uniti e dei partner europei.
Per il momento non è stato raggiunto alcun accordo di pace né annunciato un cessate il fuoco. L’attenzione si sposta ora sulla possibilità che il progetto di un nuovo vertice trilaterale si concretizzi nelle prossime settimane.