Terremoto politico e finanziario in Paraguay. L’ex presidente Santiago Peña è stato arrestato e posto ai domiciliari dopo essere stato destituito dal Senato nell’ambito della crisi esplosa con il collasso di Ueno Bank. Davanti alla sua abitazione, nella capitale Asunción, centinaia di manifestanti si sono radunati chiedendo che venga trasferito in carcere.
La situazione è degenerata durante le proteste. Alcuni manifestanti hanno lanciato pietre contro il cordone di polizia schierato a protezione della residenza dell’ex capo dello Stato. Un agente è stato colpito al volto e le forze dell’ordine hanno risposto utilizzando lacrimogeni per disperdere la folla.
La detenzione domiciliare è stata ordinata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti legati al dissesto dell’istituto finanziario. Peña dovrà rimanere nella propria abitazione fino alla comparizione davanti ai magistrati dell’unità specializzata in reati economici e anticorruzione.
La destituzione dopo il caso Ueno Bank
La vicenda ha provocato una crisi istituzionale senza precedenti recenti. Giovedì 5 novembre Peña aveva presentato le dimissioni, mentre era già in corso la procedura di impeachment. Venerdì 6 novembre il Senato ha però votato la sua destituzione, con 44 voti favorevoli su 45, aprendo la strada alla successione.
Al centro dello scandalo c’è Ueno Bank, istituto finanziario che gestiva circa 2,94 milioni di conti e che è finito sotto intervento della Banca centrale paraguaiana dopo essere risultato in violazione dei requisiti patrimoniali minimi.
La crisi ha coinvolto risparmiatori, cittadini e fondi pubblici. Tra le situazioni più delicate quella dell’Istituto di previdenza sociale, il cui denaro risulta coinvolto nel blocco delle disponibilità finanziarie.
I riflettori degli investigatori si sono concentrati anche sui precedenti rapporti economici di Peña con il gruppo collegato alla banca. L’ex presidente aveva dichiarato di possedere partecipazioni in Ueno Holding, successivamente cedute nell’aprile 2025. La magistratura sta verificando eventuali conflitti di interesse e possibili responsabilità nella gestione e nella vigilanza dell’istituto.
Peña respinge le accuse e ha dichiarato di volersi sottoporre al procedimento giudiziario. Tra le ipotesi investigative figurano la presunta lesione della fiducia, il traffico di influenze e l’amministrazione a proprio vantaggio.
Pedro Alliana è il nuovo presidente
Nel frattempo, il vicepresidente Pedro Alliana ha prestato giuramento davanti al Congresso, diventando il nuovo capo dello Stato. Sarà chiamato a completare il mandato presidenziale, che terminerà nell’agosto 2028.
Il Paraguay si trova così ad affrontare contemporaneamente una crisi politica, giudiziaria e finanziaria, mentre migliaia di cittadini attendono risposte sulla disponibilità dei propri risparmi.
La vicenda Ueno Bank rischia di lasciare conseguenze profonde sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nel sistema bancario nazionale.