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Morte per chirurgia estetica: AICPE chiede specializzazione obbligatoria anche nel privato

Dopo i recenti casi di decessi legati a interventi estetici, l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica lancia l’allarme e propone nuove regole per tutelare i pazienti.

L’incremento di casi di morte legati a interventi di chirurgia estetica ha riportato al centro del dibattito la sicurezza delle pratiche chirurgiche in ambito privato. A lanciare un forte appello è l’AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica), che chiede a gran voce l’introduzione dell’obbligo di specializzazione anche per i medici che operano nel settore privato.

«Un chirurgo, per definirsi tale, deve aver seguito un percorso di studi lungo e rigoroso», afferma il professor Roberto Bracaglia, presidente di AICPE. «La chirurgia estetica è una disciplina che richiede un’altissima specializzazione, frutto di anni di studio e pratica clinica».

Secondo l’associazione, l’aumento della domanda di interventi estetici ha comportato anche una maggiore incidenza di complicanze. Ma a preoccupare è soprattutto l’affidamento, da parte dei pazienti, a fonti poco affidabili come i social media. «Molti si lasciano sedurre da offerte allettanti pubblicizzate online, senza verificare le reali competenze del professionista», denuncia Bracaglia.

Il presidente AICPE invita i cittadini a porre domande cruciali prima di affidarsi a un chirurgo: «Chi parla è davvero un chirurgo? Il suo curriculum è disponibile? La struttura è attrezzata?». Fondamentale, aggiunge, è anche la verifica dell’appartenenza a società scientifiche riconosciute, come AICPE o SICPRE. «Per entrare in queste associazioni occorre superare selezioni rigide, a garanzia della qualità e della serietà del professionista».

Per questo motivo l’associazione ha presentato al Senato una proposta concreta: rendere obbligatoria la specializzazione anche per chi opera nella sanità privata. «Nel pubblico – sottolinea Bracaglia – è impensabile che un intervento ortopedico venga affidato a un medico non specializzato. Chiediamo che lo stesso principio venga applicato anche nel privato».

L’obiettivo di AICPE è chiaro: garantire la sicurezza dei pazienti e alzare il livello qualitativo degli interventi, indipendentemente dal contesto in cui vengono effettuati.

Redazione Milano: