Milano, città del design e della moda, non rinuncia al calore delle tradizioni quando arriva il Natale. Nelle case, nei negozi e tra i banchi dei mercatini, si respira un’atmosfera che mescola eleganza e memoria popolare. Il regalo di Natale, in questa città operosa, non è solo un gesto commerciale: è un simbolo di affetto, attenzione e – come si dice da queste parti – “on fa minga brüt” (non si fa brutta figura).
Tra le idee più amate c’è sicuramente il panettone artigianale. Nato proprio a Milano, il dolce simbolo delle festività natalizie continua ad essere il dono più gettonato. Le pasticcerie storiche, come Marchesi, Cova o Gattullo, propongono versioni classiche e rivisitazioni gourmet: panettoni al pistacchio, al cioccolato fondente, con frutta esotica o glassa croccante. “Regalare un panetùn l’è semper una gran bella pensada” – conferma un anziano signore in fila in una storica pasticceria di Corso Magenta – “soprattutto se lo scegli fatto bene, come si faceva una volta”.
Accanto ai dolci, i prodotti del territorio lombardo stanno riscuotendo sempre più successo come doni natalizi. Salumi e formaggi delle valli bergamasche, risotti confezionati con riso Carnaroli e funghi secchi, bottiglie di vino dell’Oltrepò Pavese o Franciacorta rappresentano regali gustosi, raffinati e legati all’identità regionale. Le botteghe di quartiere – ancora presenti in zone come Porta Romana, Isola o Niguarda – confezionano cesti personalizzati che uniscono genuinità e cura artigianale.
Per chi cerca un dono culturale, l’editoria milanese offre spunti preziosi: libri sulla storia della città, edizioni illustrate del “Verde Azzurro” (la versione milanese del Presepe), volumi fotografici dedicati al Naviglio Grande o ai cortili segreti del centro storico. Anche l’artigianato meneghino, come le ceramiche decorate a mano o i tessuti lavorati nei laboratori di zona, rappresenta una scelta originale e significativa.
In pieno spirito natalizio, non mancano poi le iniziative solidali. Le cooperative sociali, i centri culturali e le parrocchie propongono mercatini in cui acquistare regali equosolidali, oggetti realizzati da persone con disabilità o provenienti da filiere etiche. Una tradizione che si rinnova in ogni quartiere, nel segno di quella “Milano dal coeur in man” che resta fedele alla sua anima solidale.
Un’altra chicca tutta meneghina è il “regalo sospeso”: mutuato dal caffè sospeso napoletano, consiste nel lasciare pagato un dono (un libro, un panettone, un capo d’abbigliamento) per chi non può permetterselo. Alcune librerie indipendenti come Verso, Colibrì o Centofiori, e diverse pasticcerie cittadine, aderiscono con entusiasmo all’iniziativa.
In un’epoca in cui l’omologazione minaccia l’unicità dei gesti, Milano risponde con creatività e memoria. Il regalo di Natale, qui, è ancora un rito che parla di famiglia, comunità, legami veri. E come diceva la nonna milanese: “Chi regala col coeur, l’è semper ben vüü” – chi regala con il cuore, è sempre ben voluto.