A Milano, come in tutta Italia, il 31 dicembre si celebra la fine dell’anno, che si conclude a mezzanotte per aprire il nuovo anno, l’1 gennaio, con speranza e buoni auspici.
1. Cibi simbolici e cenone tradizionale
Una delle usanze più radicate è quella di consumare cibi portafortuna durante il cenone di Capodanno. In Lombardia, e quindi a Milano, è tradizione gustare risotto alla milanese allo zafferano con ossobuco, piatti simbolo della cucina locale. Ma non può mancare il classico cotechino (o zampone) con le lenticchie, considerato di buon augurio: le lenticchie simboleggiano ricchezza per la loro forma tondeggiante, simile a monete. Altri elementi beneauguranti includono melagrana, frutti rossi, frutta secca, mandarini e uva. Quest’ultima, secondo una consuetudine diffusa in vari Paesi, va mangiata in acini allo scoccare della mezzanotte.
2. Dolci tipici milanesi
Oltre al panettone, simbolo delle feste, Milano vanta dolci tipici legati al Capodanno.
- La carsenza, focaccia lievitata con mele, uvetta e frutta secca, era un tempo un dolce povero della tradizione contadina milanese. In pieno simbolismo, si aggiungeva una moneta nell’impasto: trovarla nella propria fetta augurava fortuna.
- La veneziana, simile al panettone ma più bassa e larga, è diffusa a Milano durante le festività natalizie e viene consumata anche a Capodanno come segno di dolcezza e buon auspicio.
3. Scherzi e superstizioni giovanili
Un’usanza folkloristica milanese, oggi poco praticata, era il lancio della pantofola a mezzanotte: se la punta cadeva verso la porta, la giovane avrebbe trovato marito entro l’anno. Un rito semplice, romantico e divertente, che racconta il carattere curioso e superstizioso con cui i giovani guardavano all’anno nuovo.
4. Indossare rosso per attrarre fortuna
Indossare un capo o biancheria rossa il 31 dicembre è una tradizione nazionale con radici antiche: il rosso era simbolo di prosperità già all’epoca romana e nel Medioevo proteggeva da sfortuna e spiriti maligni. In particolare, l’intimo rosso è considerato portatore di buon auspicio, soprattutto se nuovo o regalato ed eventualmente cambiato dopo la mezzanotte. Anche a Milano questa usanza è molto diffusa, spesso accompagnata da abiti o accessori che richiamano il colore della fortuna.
5. Superstizioni antiche in casa
Nel passato cittadino milanese esistevano rituali più legati alla religiosità e alla superstizione:
- Offrire vivande sul davanzale per tenere lontani gli spiriti maligni.
- Non lasciare lavori incompiuti: si credeva che finire le attività domestiche e artigianali prima della mezzanotte portasse prosperità.
- La Veglia di Capodanno era accompagnata da tombolate, brindisi col moscato e momenti in famiglia, eredità dei tempi borghesi e contadini che vedevano nel passaggio d’anno un momento di unione.
6. Fuochi, botti e brindisi rumorosi
Come in gran parte dell’Italia, a Milano il brindisi con spumante è imperativo a mezzanotte: stappare con “botto” era considerato un modo per scacciare la sfortuna. Similmente, il rumore dei fuochi d’artificio o dei botti è stato tradizionalmente usato per allontanare gli spiriti maligni, sebbene oggi molto più regolamentato e limitato nelle aree urbane. Il brindisi collettivo rimane comunque uno dei momenti più attesi per festeggiare in compagnia l’arrivo dell’anno nuovo.
Il Capodanno milanese affonda le sue radici in una trama di gastronomia, superstizione, dolcezza e riti domestici. Dalle lenticchie al panettone, dalla carsensa all’intimo rosso, dal brindisi rumoroso alle antiche offerte sui davanzali, il passaggio tra un anno e il successivo racconta una città che, pur proiettata al futuro, custodisce con affetto i gesti simbolici della sua tradizione.