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Calcio, 3 motivi per credere nello Scudetto del Milan

Il Milan quest’anno è tornato ai suoi livelli storici e si è di fatto messo alle spalle un’annata decisamente negativa come quella appena passata, dove aveva chiuso addirittura al nono posto in classifica. L’arrivo di Massimiliano Allegri, tornato dopo ben quattordici anni a Milanello, è stato il primo punto di svolta per dar vita all’inizio di un progetto che ha subito messo in evidenza basi molto stabili, anche grazie all’acquisto di una leggenda come Luka Modric. Il Diavolo sta infatti riuscendo a tenere testa a Inter e Napoli in quella che ormai sembra una corsa a tre per lo Scudetto. Vediamo allora alcuni motivi per cui il club di via Aldo Rossi dovrebbe provare a credere nella corsa per il titolo fino alla fine.

Le analogie con il Napoli della passata stagione

La prima ragione per cui i rossoneri sono legittimati a sperare nell’impresa riguarda le grandi analogie tra la loro attuale stagione e quella appena passata del Napoli. I due contesti si stanno in effetti rivelando davvero molto simili e tanti avranno sicuramente pensato a questa coincidenza. L’anno scorso, infatti, la squadra di Antonio Conte arrivava da una stagione molto negativa (un decimo posto dopo ben due cambi di allenatore) e l’arrivo del tecnico pugliese era servito per dare mentalità vincente a un gruppo che sembrava aver perso motivazioni. Esattamente ciò che è accaduto in casa Milan con il ritorno di Allegri in estate. I partenopei l’anno scorso hanno sfruttato il fatto di non dover giocare le coppe europee e sono anche usciti molto presto dalla Coppa Italia, agli ottavi all’Olimpico contro la Lazio, proprio come è accaduto al Milan quest’anno. Anche in questo caso il Diavolo è uscito da tutte le altre competizioni e avrà da adesso in poi la possibilità di preparare ogni partita con tutto il tempo necessario, lavorare l’intera settimana per studiare attentamente ogni avversario e gestire anche le energie fisiche e mentali.

L’esperienza di un vincente come Allegri

Max Allegri è poi la figura chiave su cui il Milan deve appoggiarsi per sognare il capolavoro. Il tecnico livornese possiede sicuramente l’esperienza necessaria per condurre i rossoneri a ottenere il 20esimo titolo nazionale, a distanza di quattro anni dall’ultimo sotto la guida di Stefano Pioli. Allegri vanta infatti ben 6 campionati italiani vinti (uno con il Milan nel 2011 e ben cinque consecutivi sulla panchina della Juventus tra il 2015 e il 2019).

L’allenatore classe 1967, dopo esser stato un anno fermo, è tornato in pista in un club dove ha già dato tanto e lo ha fatto con enormi motivazioni, dimostrando subito di cosa è capace e come sa gestire nel migliore dei modi anche i gruppi che in passato hanno fatto fatica. Il suo profilo ha permesso anche l’arrivo di giocatori importanti come Adrien Rabiot negli ultimi giorni di mercato, uno dei suoi fedelissimi ai tempi della Juventus. Allegri ha trovato la quadra con il nuovo modulo più difensivo, ma ha saputo anche far esprimere al meglio le star come Rafael Leao e Christian Pulisic, tra i migliori in questa Serie A al momento.

Avversarie piene di impegni

Infine, un altro motivo per cui è lecito pensare che il Milan abbia le sue chance per lottare pe rlo Scudetto, riguarda la situazione delle avversarie. Tutte le concorrenti dei rossoneri sono infatti impegnate nelle coppe europee e anche in Coppa Italia, il che le porterà ad avere un calendario fittissimo nei prossimi mesi, con impegni ravvicinati e sempre poco tempo per recuperare energie e preparare le partite. Sulla carta l’Inter rimane la squadra più temibile nella corsa per il tricolore e anche i media e le quote vincente sul campionato di Serie A concordano nell’inquadrare quella nerazzurra come la formazione più attrezzata, ma una più oculata distribuzione delle energie potrebbe alla lunga sorridere proprio al Milan, l’unica tra le big a non essere impegnata in Europa. Anche il Napoli, secondo gli esperti, può dire la sua, ma si trova ad affrontare la prima stagione con tanti impegni e deve fare i conti con prolungate assenze di molti top player per infortunio.