Sesto San Giovanni celebra la pace con poesia e musica: in scena “Poesie di Pace”
Poesia, musica e impegno civile si incontrano nel cuore della città con “Poesie di Pace”, l’evento artistico e culturale in programma mercoledì 4 febbraio 2026 alle ore 21 presso il Centro Culturale Valmaggi di via dei Partigiani 110. Una serata intensa, carica di significato, organizzata in occasione dell’uscita dell’antologia “C’è qualcosa di FOLLE oggi nel sole (anzi d’antico)”, edita da MoltiMondi e curata dal Gruppo Informale Respirando Poesia.
Sesto San Giovanni si veste così di parole, suoni e speranza, offrendo al pubblico un momento di riflessione profonda su uno dei temi più urgenti e universali del nostro tempo: la Pace. Protagonista assoluta dell’antologia, la pace viene evocata già nel titolo dell’opera, che richiama – parafrasandolo – l’incipit de L’aquilone di Giovanni Pascoli. Un riferimento letterario forte, che diventa chiave di lettura per denunciare la guerra come una follia antica, radicata nella storia umana ma sempre più incomprensibile e inaccettabile nel presente.
Durante la serata, numerosi autori presenti daranno voce ai testi contenuti nell’antologia, attraverso la lettura diretta delle proprie poesie. Un momento corale, in cui la parola poetica si fa testimonianza, presa di posizione, gesto di responsabilità civile.
Ad arricchire l’evento sarà la partecipazione del cantautore sestese Michelangelo Giordano, che proporrà alcuni brani del suo repertorio. Canzoni che raccontano storie di vita, spesso quelle degli ultimi e degli eroi invisibili, sospese tra amore e impegno sociale. Alcuni dei suoi testi trovano spazio proprio all’interno dell’antologia presentata, creando un dialogo naturale tra musica e poesia.
“Poesie di Pace” vedrà inoltre il coinvolgimento attivo del Presidio per la Pace di Sesto San Giovanni, dell’associazione DireFareDare e dello stesso Gruppo Informale Respirando Poesia, realtà che da tempo operano sul territorio promuovendo cultura, partecipazione e valori di solidarietà.
Un appuntamento aperto alla cittadinanza, che si propone non solo come evento culturale, ma come atto collettivo di coscienza, dove l’arte diventa strumento di dialogo e la pace una responsabilità condivisa.

