Pavia è scossa dalla morte di Gabriele Vaccaro, 25 anni, originario di Favara, rimasto vittima di una violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 aprile nel parcheggio dell’area Cattaneo, a ridosso del centro cittadino.
Il giovane, che si era trasferito al Nord per costruire un percorso lavorativo stabile in un centro logistico, si trovava con alcuni amici al termine di una serata quando, secondo le prime ricostruzioni investigative, avrebbe avuto un confronto con un altro gruppo di persone. Il diverbio sarebbe rapidamente degenerato in una colluttazione durante la quale uno degli aggressori avrebbe utilizzato un’arma da taglio o un oggetto contundente, colpendo la vittima al collo.
Le condizioni del 25enne non sarebbero apparse inizialmente gravi agli amici presenti, che lo avrebbero accompagnato in un’abitazione invece di allertare subito i soccorsi. Solo in un secondo momento, con il peggioramento del quadro clinico, è stato richiesto l’intervento sanitario. Trasportato al Policlinico San Matteo di Pavia, il giovane è deceduto nonostante i tentativi dei medici di salvarlo.
Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Sono in corso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e l’ascolto dei testimoni per risalire all’identità degli aggressori, che si sarebbero allontanati subito dopo l’accaduto.
Sulla vicenda interviene il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che ha espresso “profondo cordoglio e viva preoccupazione civile” per l’ennesimo episodio di violenza che coinvolge giovani. “La morte di Gabriele Vaccaro rappresenta una ferita per l’intero tessuto democratico del Paese”, sottolinea il Coordinamento.
Nel suo intervento, il CNDDU richiama con forza la necessità di rafforzare percorsi educativi dedicati alla gestione non violenta dei conflitti e alla prevenzione delle dinamiche aggressive tra i giovani. “Serve un investimento sistemico e continuativo da parte di scuola, istituzioni e società civile”, afferma il presidente Romano Pesavento, “per contrastare una cultura dell’impulsività e dell’indifferenza che troppo spesso sfocia in tragedie irreparabili”.
Alla famiglia di Gabriele Vaccaro e alla comunità di origine giunge la solidarietà del Coordinamento, che invita a trasformare il dolore in responsabilità collettiva e impegno educativo concreto.