Cultura e Società

Milano rilancia due luoghi simbolo della cultura: nuova vita per Casa Boschi Di Stefano e l’ex Cinema Orchidea

Il Comune apre alla concessione pluriennale degli spazi di via Jan e via Terraggio. Previsti nuovi progetti culturali, recupero degli immobili e gestione affidata tramite bando pubblico

Milano punta sulla valorizzazione del proprio patrimonio culturale e mette sul tavolo il futuro di due luoghi storici della città: la Casa Museo Boschi Di Stefano e l’ex Cinema Orchidea. La Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per l’affidamento in concessione degli spazi, con l’obiettivo di trasformarli in nuovi poli di produzione culturale, creativa e sociale.

Il progetto prevede concessioni della durata di 18 anni, assegnate attraverso una gara pubblica basata sulla qualità delle proposte, sulla sostenibilità economica e sulla capacità dei progetti di generare valore per la comunità.

Gli immobili interessati sono due realtà profondamente legate alla storia milanese: da una parte il terzo piano della Casa Museo Boschi Di Stefano, in via Giorgio Jan 15, nel Municipio 3; dall’altra gli ambienti dell’ex Cinema Orchidea, in via Terraggio, nel cuore del Municipio 1, che comprendono l’antica sala cinematografica, l’ex sartoria e gli spazi del secondo piano.

Un futuro culturale per la Casa Museo Boschi Di Stefano

Per la Casa Museo Boschi Di Stefano il Comune punta a rafforzare il legame con il museo già esistente, creando nuove attività compatibili con il valore storico e artistico dell’edificio.

La struttura custodisce una parte della straordinaria collezione d’arte del Novecento raccolta dagli appassionati collezionisti Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, all’interno della palazzina progettata tra il 1929 e il 1931 dall’architetto Piero Portaluppi per l’impresa Radici-Di Stefano.

Un passaggio significativo riguarda anche la scelta di sottrarre l’immobile dal Piano delle Alienazioni comunale, confermandone definitivamente la destinazione culturale pubblica.

L’ex Cinema Orchidea torna protagonista

Diversa, ma altrettanto importante, la sfida per l’ex Cinema Orchidea, uno spazio dalla storia unica nel panorama milanese.

L’edificio sorge infatti su un’area legata alle vicende del Palazzo dei Medici del XV secolo, donato nel 1486 da Gian Galeazzo Maria Sforza e Ludovico il Moro a Lorenzo de’ Medici come residenza milanese.

Dopo diverse trasformazioni, nel 1946 nacque il Cinema Orchidea, diventato negli anni un punto di riferimento per la vita culturale cittadina. La sala ha cessato l’attività nel 2009, ma il Comune ha avviato successivamente un importante percorso di recupero. Durante i lavori sono emersi elementi di grande valore storico-artistico, tra cui una volta affrescata e pavimentazioni originarie.

Ora l’obiettivo è affidare gli spazi a un progetto capace di restituirli alla città, con una particolare attenzione, anche se non esclusiva, al settore audiovisivo.

Investimenti e responsabilità dei concessionari

I futuri gestori dovranno garantire il mantenimento della funzione culturale degli immobili e sostenere gli interventi necessari di rifunzionalizzazione e manutenzione.

I canoni annui posti a base di gara saranno di 45.171 euro per gli spazi della Casa Museo Boschi Di Stefano, che si estendono su circa 339 metri quadrati, e di 258.001 euro per l’ex Cinema Orchidea, con una superficie complessiva di circa 772 metri quadrati.

“Gli spazi pubblici non devono essere soltanto conservati, ma recuperati e restituiti alla città attraverso nuove funzioni – ha sottolineato l’assessore al Demanio Emmanuel Conte –. Casa Museo Boschi Di Stefano e l’ex Cinema Orchidea sono luoghi simbolici della cultura milanese e meritano un futuro all’altezza della loro storia”.

L’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha evidenziato invece la volontà di costruire una rete culturale sempre più ampia: “Per la Casa Museo saranno valorizzati progetti in sintonia con il museo esistente, mentre per l’ex Cinema Orchidea saranno premiate proposte capaci di offrire nuovi servizi culturali aperti al pubblico”.

Con questa operazione Milano conferma una strategia precisa: recuperare edifici storici e trasformarli in spazi vivi, capaci di unire memoria, creatività e partecipazione cittadina.