Istituto Nazionale Tumori di Milano: la storia

Nei primi del 1900 erano moltissime le malattie che avevano un impatto sociale parecchio rilevante. Prime fra tutte la tubercolosi, la malaria, la sifilide e il tifo. Fra queste iniziava ad essere annoverato anche il cancro, di cui si stava iniziando a prendeva coscienza anche come conseguenza del processo di industrializzazione, il quale portò un cambiamento riguardo agli stili di vita e ai ritmi lavorativi di milioni di italiani.

Già il 12 aprile 1938 furono inaugurati i primi reparti e la biblioteca che, ancora oggi è un vanto e già all’epoca contava oltre un centinaio di riviste in abbonamento. Nel 1929 l’Istituto Nazionale Tumori ricevette addirittura il riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura di Carattere Scientifico (o IRCCS).

Poi, nel 1968 venne inaugurato l’attuale e grande complesso, un monoblocco di 12 piani, interamente destinato ai reparti chirurgici e radiologici oltre che ai vincitori delle borse di ricerca sul cancro, come ad esempio, quelle offerte dall’istituto Lombroso. Le aule per l’insegnamento ed alcuni reparti di degenza rimasero, invece, nella vecchia sede, accuratamente rimodernata.

Riconoscimenti importanti

Nel 1978, con l’occasione della celebrazione di ben 50 anni di attività, l’Istituto fu inserito all’interno di una cerchia di istituzioni di ricerca a livello mondiale, tanto che il Corriere gli dedicò un articolo intitolato “Combatte da cinquant’anni la guerra del secolo”. Con l’insediamento del nuovo Consiglio d’amministrazione, il 27 aprile 2006, l’Istituto Nazionale Tumori cambiò la denominazione diventando una fondazione di diritto pubblico conosciuta come Fondazione IRCCS e “Istituto Nazionale dei Tumori”. Nella sua ragione sociale non compaiono più i termini “studio e “cura” i quali, però, continuano comunque a caratterizzare l’intera immagine dell’INT, ma nella vita reale rimane un Istituto in cui lo studio dei Tumori, patogenesi e cura restano l’obiettivo ultimo di tutti quelli che vi operano.

Arriviamo ai nostri giorni

Dopo vari interventi di ristrutturazione ed ingrandimento, a partire dagli anni ’50 sino ad arrivare ai giorni nostri, l’Istituto attualmente impiega più di 2000 unità fra medici, infermieri, ricercatori sperimentali, personale amministrativo e tecnico.

Moltissime sperimentazioni cliniche sono state vanto dell’Istituto, in cui sono state poste tante pietre miliari della storia dell’oncologia. A tutt’oggi gli si devono svariati schemi di terapie e di tecniche di intervento che rimangono le uniche opzioni funzionali per il trattamento di alcune neoplasie.

Recentemente, l’Istituto Nazionale Tumori è stato riconosciuto come il primo in Italia a portare avanti delle ricerche sulla caratterizzazione molecolare e biologica, le quali hanno portato ad identificare oncogeni che sono all’origine del tumore tiroideo e di nuovi biomarcatori.