Confai Bergamo: estrarre valore dalla filiera bosco-legno-energia

“La crescita della superficie boschiva in Italia è una notizia che fa ben sperare in vista di un complessivo potenziamento delle politiche pubbliche a sostegno del miglioramento climatico e ambientale. La sfida dei prossimi anni sarà data dalla capacità di estrarre valore dalla filiera bosco-legno-energia con un’ampia strategia che coinvolga istituzioni e imprese”: cosí il presidente di Confai Bergamo e Confai Lombardia, Leonardo Bolis, ha commentato i risultati dell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio, realizzato dall’Arma dei Carabinieri con il supporto tecnico-scientifico del CREA e del ministero delle Politiche agricole.

I dati indicano che la superficie forestale nel nostro paese è pari a quasi il 37% del territorio nazionale. Tra gli indicatori particolarmente significativi vi è quello che esprime i metri cubi di biomassa per ettaro, che sono passati da 144,9 a 165,4 metri cubi, premessa fondamentale per un trend di generale miglioramento della qualità dell’aria. “Questi dati – sottolinea il direttore di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo – confermano il ruolo centrale che avranno nel prossimo futuro le strategie basate sul carbon farming, vale a dire quell’insieme di pratiche ambientali che consentono di ‘sequestrare’ una parte del carbonio atmosferico immagazzinandolo nel suolo, così come nel tronco e nelle foglie degli alberi, come parte di progetti globali di riqualificazione agro-forestale”.

Sotto questo profilo, la provincia di Bergamo si colloca in una posizione di assoluto rilievo. “In provincia – fa notare Cattaneo – vi sono ampie aree boschive che totalizzano 110.000 ettari di superficie forestale. Nondimeno, la possibilità di pervenire ad una forte valorizzazione sistemica del patrimonio boschivo si trova ancora di fronte all’ostacolo rappresentato dall’eccessiva parcellizzazione delle proprietà forestali”.