Fiches e chips: differenze e storia dei gettoni del poker

Attraverso un gioco di parole che ricorda un piatto tipico legato alla cultura britannica, ricostruiamo la storia delle fiches e delle chips, gettoni che fungono da segnapunti soprattutto nel contesto del poker sportivo. Cos’è il poker sportivo? Si tratta di una particolare modalità di gioco che non può essere definita “d’azzardo”. La permanenza nella gara non è dovuta al puro caso, bensì alle capacità e alle abilità dei giocatori. Prima di partecipare attivamente alla partita, si versa una quota in denaro grazie alla quale viene fornito un determinato numero di chips. Le chips sono, come già detto precedentemente, dei gettoni di gioco che formano uno stack, ovvero l’ammontare delle chips che chi gioca ha a disposizione. Come e quando sono nate le fiches e le chips? Quali sono le differenze tra queste ultime? Scopriamolo insieme.

Le fiches, soprattutto considerando le origini del gioco delle carte, sono particolarmente recenti. Questi particolari gettoni, infatti, nascono molto dopo. Tradizionalmente si pensa che la loro origine risalga a circa due secoli fa. Prima di esse, il gioco iniziava e veniva portato avanti grazie alla messa in palio di soldi veri e di oggetti di valore appartenenti ai partecipanti alla gara. Le fiches vengono utilizzate proprio per sostituire il denaro reale, ma anche e soprattutto per standardizzare e fissare i valori con maggiore precisione. Inizialmente l’osso, il legno e l’argilla vengono usati in qualità di fiches ma, essendo facilmente falsificabili, vengono successivamente sostituiti da altri materiali. La plastica e la ceramica, intorno agli anni ’80, sembrano poter essere le soluzioni più idonee.

I più recenti dispositivi RFID, che permettono di localizzare le fiches con estrema facilità, risolvono una situazione delicata che neanche la plastica e la ceramica, da sole, possono risolvere: i furti. Le fiches possono essere scambiate per denaro reale, questo le rende oggetto di desiderio di molteplici truffatori. L’ultimo esempio, in questo senso, è il furto di varie fiches a Sanremo. Quali sono, quindi, gli altri pregi e vantaggi delle fiches? La non circolazione del denaro contante nelle sale da gioco, che permette ai giocatori di essere tutelati al massimo sotto questo punto di vista. Ogni casinò personalizza le fiches, questo le rende originali e diverse dalle altre. Molti giocatori, anche per questo motivo, tendono a collezionarle non scambiandole alla cassa con del denaro reale. Ad ogni fiche corrisponde un valore diverso. Nel momento in cui viene utilizzata come un semplice segnapunto per ricordare il punteggio, prende il nome di “chip”.  In precedenza abbiamo sottolineato la volontà da parte dei diversi casinò di personalizzare le proprie fiches, approfondiamo questo tema. Le fiches possono avere diverse forme: circolare, quadrata o rettangolare. La loro funzione è anche quella di dare un’immagine più decorativa e più elegante al gioco. Prima di continuare il discorso, fermiamoci e concentriamoci anche sulla differenza tra le fiches e le chips. Delle prime non ne fanno a meno le tipologie di giochi di un casinò, sono ormai diffusissime in molte di queste. Le seconde, come abbiamo già scritto in apertura, si riferiscono in particolar modo alle monete utilizzate dai giocatori di poker. Tornando a quanto detto poco fa, la forma più popolare e comune delle fiches è quella tonda. I grandi casinò, tuttavia, non fanno a meno di utilizzare la forma rettangolare per i tagli più grandi. I loro colori sono ovviamente diversi, ognuno di essi corrisponde ad un determinato valore.