Oggi appartiene al Municipio 3. Fino al 1923 era un comune autonomo. Il nome di Lambrate deriva dal fiume Lambro. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis historia citò più volte una mansio ad Lambrum, cioè una stazione di rifornimento, per pellegrini e militari. È con molta probabilità, inoltre, che Lambrate fosse porto fluviale per la vicina e più potente Mediolanum. I Romani sfruttarono la zona ricca di rogge per l’agricoltura e costruirono un sistema di navigazione fluviale intorno al fiume Po, ancora in vigore durante il medioevo.
Durante l’VIII e il IX secolo sorsero a Lambrate due monasteri benedettini, di cui si può visitare oggi la chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo e la cascina Cavriana, dove l’abside della chiesa di Sant’Ambrogio è adibito a fienile. Con la distruzione del 1162 di Milano ad opera di Federico Barbarossa, Lambrate venne elevata al rango di borgo imperiale, e qui vennero accolti i milanesi in esilio.
Con la dominazione spagnola, nel XVI secolo, viene costruita la prima industria bellica, la “Polveriera”, che segnò la storia e la fortuna lambratese. Al suo posto fu costruita, sotto Mussolini, una delle sedi dell’istituto dei Martinitt. Gli Spagnoli trasformarono il borgo in feudo, promulgandone la vendita, e tale condizione persisterà siino all’arrivo di Napoleone Bonaparte, quando Lambrate venne redenta dagli antichi vassallaggi. Nel corso del Seicento, la località “dosso”, nei pressi del Lambro, divenne luogo di villeggiatura aristocratica, con la costruzione di ville di delizia, Villa Folli, Villa Busca Serbelloni, Villa “delle Rose” scomparsa.
In piena età napoleonica il comune di Lambrate, già inserito nel dipartimento d’Olona, nel 1808 venne soppresso ed aggregato al circondario esterno del comune di Milano. Con l’istituzione del Regno Lombardo-Veneto nel 1815, il comune di Lambrate recuperò l’autonomia, e venne inserito nella provincia di Milano. Il 17 gennaio 1841, con dispaccio governativo, furono aggregati a Lambrate i comuni di Casa Nuova e San Gregorio Vecchio. Nel 1923 il comune di Lambrate, rientrante nell’orbita della metropoli, venne soppresso ed aggregato al comune di Milano insieme ad altri dieci comuni.
La Cappelletta, con molta probabilità sede di culti pagani, fu poi convertita a Oratorio cristiano. Quella che oggi si può vedere all’incrocio tra le vie Bertolazzi e Dardanoni è una cappelletta che già i Milanesi cacciati dal Barbarossa videro a Lambrate alla fine di marzo del 1162, come recitava una scritta sul primo pilastro di sinistra, oggi coperta dall’intonaco. La storia della cappella incrocia quella dei due santi cugini Borromeo, Carlo e Federigo. Secondo gli esperti di materia manzoniana, Renzo Tramaglino avrebbe percorso la strada su cui sorge per raggiungere Trezzo d’Adda da Milano. La Cappelletta non crollò nemmeno durante la seconda guerra mondiale, quando nella notte del 13 agosto 1943, una bomba forò il tetto e si adagiò sull’altare senza scoppiare; evento per il quale molti abitanti del quartiere gridarono al miracolo.
Nel 1864 si inaugurò il primo tratto della ferrovia Milano-Brescia, la cosiddetta ferrovia “fernandea”, in onore dell’imperatore Ferdinando I d’Austria, e che tagliava in due il comune di Lambrate all’altezza delle frazioni di Cavriano e Ortica. Vicino alla chiesa dei santi Faustino e Giovita, sorse la prima stazione di Lambrate che ancora oggi si può vedere nei pressi del cavalcavia Buccari. Il demanio fascista, nel 1926, espropriò grandi aree di terreni agricoli, per realizzare lo smistamento, lo scalo merci e la stazione ferroviaria di piazza Bottini, sede dell’attuale stazione. Sul prosieguo della linea per Venezia, dopo il quartiere Ortica venne poi realizzato lo Scalo di Milano Smistamento, uno dei più importanti d’Italia, dotato anche di un grande deposito di locomotive e di officina ferroviaria.
Nel 1934, con l’acquisto della cascina San Gregorio Vecchio, dei mulini delle Torrette e dei relativi terreni da parte del Comune di Milano, nacque il Parco Lambro. Successivamente vennero acquistate cascina Biblioteca e cassinetta San Gregorio. Verso la fine degli anni venti, sull’area della vecchia Polveriera spagnola divenuta cascina, si cominciò a costruire, su progetto dell’ingegnere Lodigiani e dell’architetto Alpago, la nuova sede dei Martinitt, istituzione fondata nel XVI secolo da Girolamo Emiliani.
La Innocenti S.p.A. dopo la seconda guerra mondiale aveva diversificato la sua produzione, affermandosi anche nel mercato delle motociclette e delle automobili, da principio con la fortunata serie degli scooter Lambretta, di cui si raggiungerà nel 1950 la produzione-record di 100 mila esemplari l’anno e, poco più tardi, con la famiglia delle piccole autovetture Mini e Mini Bertone. La stessa azienda però cesserà la produzione nel settore motociclistico nel 1971 e nel settore automobilistico a Lambrate nel 1993. Mentre la parte meccanica (ancora esistente) rimane attiva in una porzione delle aree ex Innocenti, dal 2009 con la differente ragione sociale di INNSE Milano. Al posto dell’ex sito industriale (in parte in riqualificato) sorge oggi un nuovo quartiere residenziale ed è stato creato il Parco dell’Acqua.