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Paolo Battistel riscopre la memoria popolare con una poesia in dialetto mantovano

Lo scrittore Paolo Battistel condivide sui social un ricordo d’infanzia legato a un’espressione dialettale utilizzata dalla madre: “vaca ‘d Main”. Un’esclamazione colorita, impiegata spesso in presenza di errori o situazioni assurde, che torna alla mente grazie a una poesia in dialetto mantovano ritrovata casualmente e intitolata “La vaca ‘d Main”, scritta da Romano Marradi.

Il componimento, radicato nel folklore lombardo, racconta in versi la disavventura tragicomica di Main, un uomo che porta al mercato la sua mucca ma viene ingannato e ridicolizzato, tanto da diventare un proverbiale esempio di ingenuità popolare.

Questa poesia mi ha fatto ricordare qualche sensazione della mia infanzia”, scrive Battistel, condividendola con i suoi lettori come frammento di memoria e cultura, da riscoprire e magari tramandare a chi comprende il dialetto o è semplicemente incuriosito da queste espressioni autentiche della tradizione locale.

Un piccolo gesto che diventa testimonianza viva del legame tra lingua, territorio e identità.

L’andava Main
on gioran….südà,…
portando la vaca
in piasa al mercà;
ma longa al senter,
a sora penser,
dü cèfi danà
i l’ha incoionà:
” As vendat cla cavra ? ”
i gh’ha domandà;
“Ma dai… l’è na vaca ! ”
lü ‘l s’era incasà.
?Po gira e rigira,
acsì i l’ha torlì
tant ben che Maìn
l’è stà fin fotì:
la vaca , o la cavra,
acsì i gh’ha ciavà:
lü ‘l gh’ea la pelagra
col gnint ch’l’ea ciapà.
E donca è suces
che ades, si l’incontra,
la gent pran da spes
l’agh fa la rimonta:
i sbraia e i sridacia
sia fort che pianìn:
“Ma varda che cavra….
la vaca ‘d Main ! “

Categories: Cultura e Società
Redazione Milano: