Medicina, Salute e Benessere

A Milano il Death Cafè di CBM Italia: riflettere sulla morte per imparare a vivere e lasciare un segno solidale

Parlare di morte per imparare a vivere meglio. È questa la sfida lanciata da CBM Italia, organizzazione internazionale impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, che domani pomeriggio ospita nella propria sede di via Gioia 72 a Milano un Death Cafè dal titolo “Questioni di vita e di morte”.

L’incontro, aperto al pubblico su prenotazione e in programma alle 17.30, vede come protagonisti la filosofa e tanatologa Marina Sozzi e don Mauro Santoro, sacerdote della Diocesi di Milano. I due esperti dialogheranno con i partecipanti sui grandi temi dell’esistenza: vita, morte, paure e desideri, in un confronto libero e rispettoso. L’appuntamento prende le mosse dall’omonima rubrica online di CBM Italia, in cui Sozzi e Santoro rispondono alle domande del pubblico.

«Una maggiore consapevolezza della finitezza può, anziché angosciarci, migliorare la qualità della nostra vita», spiega Sozzi, sottolineando come riflettere sulla morte possa aiutare a vivere con più pienezza e a fare scelte più autentiche.

Il tema si lega anche al lascito solidale, ovvero la possibilità di inserire nel testamento un ente benefico tra i beneficiari. Un gesto che non è solo economico, ma anche profondamente valoriale. È il caso di Annamaria, docente universitaria pugliese scomparsa di recente, che ha scelto CBM come erede solidale: «Dono per un senso di giustizia e perché ho sempre sentito come mia famiglia il mondo intero, soprattutto quello più sofferente e svantaggiato», aveva raccontato. Una decisione maturata dopo una vita spesa nell’aiuto ai propri nipoti e nell’attenzione verso chi era in difficoltà.

Secondo un’indagine condotta da AstraRicerche per il Comitato Testamento Solidale (marzo 2025), un italiano su quattro considera oggi il lascito come una possibilità per lasciare un segno, trasmettere i propri valori e continuare a generare bene anche dopo la morte. Cresce inoltre l’interesse dei giovani: oltre mezzo milione di persone ha già inserito un lascito nel proprio testamento.

Il Death Cafè promosso da CBM Italia diventa così non solo un’occasione di riflessione esistenziale, ma anche un invito a compiere scelte di responsabilità e solidarietà che possano incidere concretamente sul futuro delle persone più fragili.