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Rino Gattuso: le storie più incredibili spesso iniziano nei modi più impensabili

La storia di Gennaro Gattuso, futuro campione del mondo e bandiera del Milan, si apre con una denuncia di scomparsa. Era l’8 aprile 1997 quando Alessandro Gaucci, amministratore delegato del Perugia, si presentò in commissariato. Un giovane talento del club umbro era sparito nel nulla. Quel ragazzo era Rino Gattuso, un centrocampista tutto grinta e sacrificio che, dopo essere stato scartato dal Bologna a dodici anni, aveva trovato nel Perugia la sua casa calcistica, vincendo due Scudetti Primavera e debuttando in Serie A. Ma gli occhi del calcio internazionale erano già su di lui e, tra questi, c’erano anche quelli dei Glasgow Rangers.

Il club scozzese aveva manifestato interesse, ma la famiglia Gaucci non aveva intenzione di privarsi di uno dei suoi talenti più promettenti. Tuttavia, Gattuso non aveva ancora firmato un contratto da professionista, e questa zona d’ombra regolamentare consentiva ai Rangers di trattare direttamente con lui. L’offerta era irrinunciabile: 500 milioni di lire a stagione con un’opzione fino a tre anni, per un totale di due miliardi. Troppo per dire di no.

Deciso a cogliere l’occasione della vita, Gattuso fece la valigia in fretta e furia, uscì dalla finestra dell’appartamento fornitogli dal club e prese il primo volo per la Scozia. Quando il Perugia si accorse della sua assenza, era troppo tardi. Scoppiò un caso internazionale: il club umbro tentò di bloccare il trasferimento rivolgendosi alla FIFA e alla UEFA, ma senza successo.

Da Glasgow, Gattuso ruppe il silenzio. “Non capisco il Perugia. Sapevano del contratto con i Rangers. Io qui mi sono sistemato per la vita”. Con lui, in Scozia, c’era una nutrita colonia italiana: Lorenzo Amoruso, Sergio Porrini, Marco Negri e il compagno di sempre, Gigi Riccio. Tra i compagni anche stelle come Brian Laudrup e Paul Gascoigne, che lo prese sotto la sua protezione in modo decisamente particolare. “Gazza mi accolse facendo i bisogni nei miei calzini, ma aveva grande cuore e mi diede tanti consigli”.

Sotto la guida di Walter Smith, che lo considerava un punto fermo della squadra, Gattuso si guadagnò il soprannome di “Braveheart” per la sua determinazione. L’adattamento al calcio scozzese fu immediato: corsa, fisico e agonismo erano il suo pane quotidiano. Anche la vita fuori dal campo riservò sorprese. Infatti nella trattoria italiana “La Rotonda” conobbe Monica Romano, la ragazza che sarebbe diventata sua moglie.

Dopo una stagione da protagonista, la svolta arrivò con l’arrivo in panchina di Dick Advocaat, che lo vedeva come difensore. Il nuovo ruolo non faceva per lui, e Gattuso decise di tornare in Italia. La Salernitana lo accolse, facendone il giocatore più costoso della sua storia. Un passo indietro? Tutt’altro: fu la rampa di lancio verso il Milan e una carriera leggendaria. Quella fuga dalla finestra di Perugia non fu solo un colpo di scena, ma l’inizio di una straordinaria avventura.