Marcatura laser nel settore dell’elettronica: tecnologie e componenti
La marcatura laser è una tecnologia imprescindibile per il settore dell’elettronica e con l’evoluzione dei processi di tracciabilità, qualità e sicurezza dei componenti, le aziende si trovano oggi nella necessità di identificare in modo permanente e preciso ogni parte elettronica prodotta, montata o distribuita. Grazie alla sua versatilità, velocità e precisione, la marcatura laser rappresenta la soluzione ideale per garantire un’identificazione duratura senza compromettere le prestazioni dei componenti. In questo articolo, scritto insieme agli esperti di Arca Laser Marking, analizziamo perchè è una tecnologia game changer per le aziende del settore.
Cos’è la marcatura laser e perché è fondamentale nell’elettronica
La marcatura laser consiste nell’incidere o modificare la superficie di un materiale mediante un raggio laser ad alta energia, senza necessità di inchiostri o solventi. A differenza delle tecniche tradizionali di stampa o etichettatura, il laser interagisce direttamente con la superficie del componente, creando codici, loghi, testi o simboli permanenti e indelebili.
Nel settore elettronico, dove la miniaturizzazione e la complessità dei prodotti sono sempre più spinte, la marcatura laser risponde a esigenze fondamentali: garantire la tracciabilità dei componenti, assicurare la leggibilità dei codici anche su superfici estremamente ridotte e resistere ai processi industriali successivi, come la saldatura a rifusione o i lavaggi chimici. Questa tecnologia è impiegata sia per la produzione di schede elettroniche (PCB), sia per la marcatura di semiconduttori, microchip, connettori, sensori e custodie plastiche. Ogni marchio inciso diventa una sorta di “carta d’identità” del componente, utile per monitorarne la provenienza, verificarne l’autenticità e semplificare la gestione della supply chain.
Le principali tecnologie di marcatura laser utilizzate nell’elettronica
Non tutte le sorgenti laser sono uguali: la scelta dipende dal tipo di materiale da marcare, dalle dimensioni del componente e dal livello di precisione richiesto. Nel settore dell’elettronica si utilizzano principalmente tre tipologie di laser:
1. Laser a fibra
Si tratta dela tecnologia più diffusa per la marcatura dei metalli e delle plastiche tecniche impiegate nei dispositivi elettronici. Il laser a fibra utilizza una sorgente laser dopata con itterbio, che emette una lunghezza d’onda di 1064 nm, ideale per incidere materiali conduttivi e componenti metallici come alluminio, acciaio inox, rame e titanio.
Le aziende scelgono questa tecnologia per la sua elevata efficienza energetica, la lunga durata della sorgente (fino a 100.000 ore) e la capacità di realizzare marcature nitide anche su superfici molto ridotte: è perfetta per codici QR, Data Matrix, serial number e loghi di brand incisi direttamente su parti metalliche di circuiti o custodie.
2. Laser UV
Il laser UV (ultravioletto) opera con lunghezze d’onda intorno ai 355 nm e permette una marcatura “a freddo”, ossia senza generare calore significativo sul materiale. Questo lo rende particolarmente indicato per i componenti sensibili al calore come i semiconduttori, i chip, le schede PCB e i materiali plastici delicati.
Il vantaggio principale è la precisione estrema: il raggio UV è molto fine e consente incisioni chiare anche su superfici scure o traslucide. Inoltre, riduce al minimo il rischio di deformazioni, garantendo così l’integrità funzionale del componente elettronico.
3. Laser CO₂
Il laser CO₂ utilizza una sorgente a gas e lavora su lunghezze d’onda di 10.6 µm. È ideale per la marcatura di materiali organici come plastica, vetroresina o ceramiche, che vengono spesso utilizzati come supporti o involucri dei dispositivi elettronici.
Anche se meno preciso rispetto al laser a fibra o UV, il CO₂ trova applicazione in numerosi contesti industriali, ad esempio per incidere loghi su custodie in ABS o per marcare codici identificativi su isolanti e connettori.
Componenti elettronici su cui è possibile effettuare la marcatura laser
La versatilità del laser consente di lavorare su una grande varietà di componenti elettronici. In base al materiale e alla funzione del pezzo, le aziende scelgono la tecnologia più adatta per garantire una marcatura resistente, leggibile e conforme agli standard del settore. Tra i principali componenti che possono essere marcati con il laser troviamo:
• Circuiti stampati (PCB): la marcatura laser permette di incidere codici Data Matrix e QR per la tracciabilità, senza compromettere la conducibilità elettrica o la struttura del circuito.
• Microchip e semiconduttori: la marcatura UV consente di identificare i chip con codici seriali microscopici, indispensabili per la gestione logistica e il controllo qualità.
• Connettori e morsetti: spesso realizzati in metalli o plastiche tecniche, vengono marcati con laser a fibra per garantire una leggibilità permanente.
• Custodie elettroniche: la marcatura serve per inserire loghi, sigle tecniche o simboli di conformità.
• Componenti passivi: come resistori, condensatori e sensori, che richiedono codici identificativi minimi ma leggibili anche dopo lunghi cicli di utilizzo.
• Batterie e moduli di alimentazione: dove la marcatura laser garantisce identificazioni resistenti a calore, vibrazioni e agenti chimici.
In tutti questi casi, la precisione e la durabilità del laser si traducono in una riduzione dei costi di rilavorazione e in una maggiore efficienza nella gestione dei flussi produttivi.
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