Economia e Finanza

Conto termico 3.0: requisiti e spese ammissibili

Il Conto termico 3.0 è un passo importante nella direzione della transizione energetica: con il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), nel 2025 l’accesso agli incentivi per l’adozione di tecnologie rinnovabili e gli interventi di efficienza energetica negli edifici pubblici e privati, è stato reso più semplice, veloce e accessibile: ne abbiamo parlato insieme agli esperti di FCR Filtrazione Condizionamento Riscaldamento S.r.l.

 

Conto termico 3.0: requisiti ed incentivi

Il decreto che introduce il nuovo Conto termico 3.0, approvato ad agosto scorso e operativo da fine dicembre 2025, mette a disposizione un plafond annuale di 900 milioni di euro, 400 milioni destinati alle Pubbliche Amministrazioni e 500 milioni a soggetti privati e imprese, con l’obiettivo di favorire la riqualificazione degli edifici e la transizione energetica del comparto produttivo e del terziario.

 

Chi può accedere al Conto termico 3.0

La principale novità del programma di “efficientamento energetico e produzione da rinnovabili” riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari: possono infatti richiedere l’incentivo non soltanto le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, ma anche le imprese, le Energy Service Company, gli enti del terzo settore e i soggetti privati per edifici non residenziali. Un’estensione importante, che consente di includere attività produttive e commerciali finora escluse (o solo parzialmente ammesse). Inoltre, il nuovo schema prevede la possibilità di accedere agli incentivi anche tramite configurazioni di autoconsumo collettivo e Comunità Energetiche Rinnovabili, promuovendo una gestione più condivisa e diffusa dell’energia.

 

Requisiti tecnici e criteri di accesso

L’obiettivo del programma non è finanziare nuove costruzioni, ma migliorare la performance energetica del patrimonio edilizio esistente: come in passato, gli interventi dovranno infatti riguardare edifici esistenti e impianti già in uso. Gli incentivi sono destinati agli interventi di sostituzione o integrazione di impianti con sistemi ad alta efficienza, come pompe di calore, caldaie a biomassa, impianti solari termici o fotovoltaici integrati con sistemi di accumulo. Inoltre, una delle innovazioni più rilevanti del Conto termico 3.0 è l’integrazione obbligatoria tra tecnologie differenti: ad esempio il fotovoltaico o le colonnine di ricarica elettrica sono ammessi soltanto se abbinati alla sostituzione dell’impianto termico con una pompa di calore.

 

Valore e tipologia degli incentivi

L’entità del contributo varia in base al tipo di intervento e al soggetto richiedente, la copertura media resta pari al 65% delle spese ammissibili, ma può salire fino al 100% per gli interventi realizzati da Pubbliche Amministrazioni su scuole, ospedali o strutture sanitarie, oppure in piccoli comuni con meno di 15.000 abitanti. Per le imprese le percentuali sono inferiori, ma restano comunque significative, con maggiorazioni specifiche per le PMI, per gli interventi in aree svantaggiate o per i progetti con elevato risparmio energetico. Il decreto prevede inoltre tempi più rapidi di erogazione e procedure semplificate per la rendicontazione, con l’obiettivo di rendere l’incentivo realmente accessibile anche a soggetti con risorse amministrative più limitate.

 

Incentivo conto termico: spese ammissibili e regole

Per quanto riguarda le spese ammissibili, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) riconosce tutte le spese necessarie all’esecuzione dell’intervento, inclusa l’IVA se rappresenta un costo effettivo per il richiedente. Per esempio: la fornitura e la posa in opera delle apparecchiature e dei sistemi tecnologici, lo smontaggio e la dismissione dell’impianto esistente, le opere accessorie di tipo idraulico, elettrico o murario indispensabili per il corretto funzionamento del nuovo impianto, le spese per la connessione alla rete elettrica.

Non rientrano invece i costi legati alla predisposizione delle pratiche amministrative, alla redazione dell’istanza di incentivo o alla consulenza per la gestione della domanda. Inoltre, per ogni categoria di intervento, è definito un costo massimo unitario (nel rapporto ad esempio €/kW o €/m²) oltre i quali la spesa eccedente non viene riconosciuta, per garantire la coerenza economica del meccanismo.

 

Interventi incentivabili

Gli interventi che rientrano negli incentivi sono:

  • Cambio di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche o a gas ad alta efficienza;
  • Installazione di caldaie a biomassa e sistemi ibridi integrati;
  • Installazione di impianti solari termici o fotovoltaici con sistemi di accumulo;
  • Adozione di tecnologie di building automation e sistemi di monitoraggio energetico;
  • Posa di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, quando parte di un intervento complessivo di efficientamento.

La richiesta per l’accesso agli incentivi deve essere inoltrata al GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale telematico dedicato.

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