Cultura e Società

Piero Muscari, lo “Storytailor” di Milano: selfie tra i grattacieli e riflessione sull’anno che finisce

Il giornalista ed editore Piero Muscari, fondatore del progetto “Eccellenze Italiane” e noto come “Storytailor”, in un post su facebook, oggi, 31 dicembre 2025, si ritrae in un selfie dinamico nel cuore della città meneghina, circondato da grattacieli moderni e gru di cantieri in corso. La foto cattura l’uomo dai capelli grigi mossi, con barba chiara e espressione seria ma accogliente, vestito con un giubbotto impermeabile grigio scuro a motivo camo e auricolari bianchi, sotto un cielo azzurro autunnale con alberi dai colori caldi e passanti sullo sfondo. L’ambientazione suggerisce il quartiere di CityLife o Porta Nuova, epicentro della riqualificazione urbana milanese, simbolo di una metropoli in costante evoluzione.

Il contesto della foto

Lo scatto, preso con il braccio teso in un momento informale, riflette la routine quotidiana di Muscari a Milano, dove dal 2020 ha sede la sua “Casa delle Eccellenze Italiane” in Palazzo Durini. Con oltre 40 anni di carriera in radio, TV e multimedia – da Radio Onda Verde a rubriche su La7 – Muscari unisce storytelling e produzioni visive per valorizzare storie e prodotti italiani. L’immagine contrappone la figura umana all’architettura avveniristica, evocando il suo ritorno nella città dopo un percorso professionale itinerante.

La dichiarazione a margine

Accanto alla foto, Muscari condivide una riflessione profonda sull’anno che volge al termine, ispirata al brano “Cosa resterà degli anni Ottanta”: “Cosa resterà degli anni Ottanta”, cantava un cantante della mia generazione. “Io una risposta l’ho cercata, e l’ho scritta proprio quest’anno nel mio libro ‘Volevo solo giocare a figurine’. Se mi chiedo cosa resterà del duemilaventicinque, penso alle persone. Quelle che ho incontrato. Quelle che ho scelto. Quelle che hanno scelto me. Alla fine resta questo. Il coraggio di decidere chi vogliamo al nostro fianco. Perché quella scelta dice molto di loro. Ma soprattutto dice molto di noi. Benvenuti nella mia vita. Spero restiate a lungo, anzi restiate per sempre. Io, come sempre, faccio la mia parte perché accada. Grazie duemilaventicinque. E’ stato Bello!”. Questa nota personale, intrisa di nostalgia e gratitudine, lega il selfie a un bilancio esistenziale, enfatizzando relazioni e scelte come eredità duratura del 2025, in linea con la sua missione di narratore di eccellenze umane.