Ferdinando Favia e Abdou Karim Toure, Milano sotto shock: «È arrivato velocissimo». Dolore e incredulità dopo lo schianto del tram
Milano si è fermata nel tardo pomeriggio di venerdì 27 febbraio. Due nomi, due vite spezzate, un’intera città avvolta dal dolore: Ferdinando Favia, 59 anni, di Vigevano, e Abdou Karim Toure, nato in Senegal 58 anni fa. Sono loro le vittime del drammatico deragliamento del tram della linea 9 che, intorno alle 16, ha perso il controllo in viale Vittorio Veneto, schiantandosi contro un palazzo all’angolo con via Lazzaretto.
«È arrivato velocissimo, si è capito subito che qualcosa non andava», raccontano i testimoni, ancora scossi. Il mezzo, di ultima generazione, proveniva da piazza della Repubblica ed era diretto verso piazza Oberdan. All’altezza dello scambio che consente anche la deviazione a sinistra, il tram – che teoricamente avrebbe dovuto proseguire dritto – ha invece imboccato la svolta. Ma la velocità era eccessiva. Il convoglio ha deragliato, abbattuto un semaforo e sfondato la vetrina di un ristorante, finendo la corsa contro l’edificio.
Il bilancio è pesantissimo: due morti e almeno 54 feriti, diversi dei quali in condizioni gravi. I feriti sono stati trasportati negli ospedali Policlinico, Niguarda, Fatebenefratelli e San Raffaele. È già stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo. Il conducente, ascoltato dagli inquirenti, avrebbe parlato di un malore improvviso: «Mi sono sentito male», ha dichiarato.
«Ho pensato al terremoto»
Le testimonianze restituiscono la violenza di quei secondi. «Ho pensato al terremoto. Ero seduto e sono finito per terra insieme agli altri passeggeri. È stato terribile», racconta un uomo. «Per fortuna ho soltanto battuto un ginocchio, ma l’uomo accanto a me perdeva sangue dalla testa. Ci ho messo un po’ a rialzarmi e a scendere».
Una donna, salita alla fermata di Repubblica e in piedi vicino all’autista, ricorda: «Abbiamo sentito qualcosa sotto, poi il tram è deragliato e siamo stati tutti sballottati. Il tram ha virato, ha preso una certa velocità e ha colpito l’edificio. Mi sono venuti tutti addosso».
Il sindaco Sala: «Una tragedia»
Sul luogo dello schianto è arrivato il sindaco di Milano, Beppe Sala. «Una tragedia. Ora è difficile avventurarsi in analisi su quello che è successo», ha detto a caldo. «Il mezzo era nuovo, il conducente molto esperto, in servizio da solo un’ora». Sala ha sottolineato anche che «la fermata è stata saltata» e che «una delle ipotesi è un malore del conducente». Guardando le immagini, il primo cittadino ha aggiunto: «Il tram arrivava in velocità».
Il modello Tramlink, entrato in servizio da poche settimane
Il convoglio coinvolto è uno dei nuovi Tramlink, entrati in circolazione da poche settimane a Milano. Si tratta di tram bidirezionali, con due cabine di guida alle estremità, lunghi 25 metri, composti da tre carrozze comunicanti e con 66 posti a sedere. Un simbolo di innovazione e modernità che oggi si ritrova al centro di una tragedia che chiede risposte.
Il cordoglio delle istituzioni
Da Palazzo Chigi è arrivato il messaggio del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso «profondo cordoglio per il grave incidente avvenuto a Milano», manifestando «vicinanza alle famiglie delle vittime» e «solidarietà alla città di Milano», con un augurio di pronta guarigione ai feriti.
L’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, ha ringraziato la macchina dei soccorsi «entrata prontamente in funzione». AREU ha comunicato l’intervento di 3 automediche, 1 auto infermieristica, 13 ambulanze e 2 mezzi di coordinamento per le maxiemergenze.
Anche ATM, l’azienda dei trasporti milanese, si è detta «profondamente scossa per il gravissimo incidente», esprimendo «immenso dolore» e garantendo massima collaborazione con l’autorità giudiziaria per accertare cause e dinamica.
Milano oggi si interroga e piange. Tra le sirene, le transenne e i vetri infranti resta l’eco di quelle parole: «È arrivato velocissimo». E due nomi che la città non dimenticherà.

