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Perugia cambia: il racconto dell’amministratore Giuseppe Priore tra memoria, convivenza e città che si trasforma

La città che cambia, le sue periferie che si trasformano, la convivenza sempre più complessa nei condomini e una società urbana che, nel giro di vent’anni, ha modificato equilibri, abitudini e relazioni. È questo il quadro emerso durante l’approfondimento andato in onda su Fast News Platform, che ha visto protagonista Giuseppe Priore, amministratore di condominio e osservatore privilegiato della vita quotidiana perugina.

Un racconto che non è solo tecnico o professionale, ma che diventa quasi sociologico: perché, come lo stesso Priore lascia intendere nel corso dell’intervista, il lavoro dell’amministratore oggi non è più soltanto gestione di conti e regolamenti, ma “lettura del territorio, delle persone e delle trasformazioni sociali”.

A introdurre la puntata è il conduttore del programma Antonio Nesci, che definisce l’appuntamento del venerdì come “l’approfondimento probabilmente più interessante della settimana di programmazione”. In collegamento dall’Argentina anche la professoressa Liliana Di Masi, mentre da Perugia arriva Giuseppe Priore, presentato come una “memoria storica della città”.

“Una Perugia che non è cambiata radicalmente, ma che ha cambiato le persone”

Alla domanda su come fosse la Perugia del 2006 rispetto a quella odierna, Priore risponde senza esitazioni:

“Dunque, grosse differenze non ne trovo tra il 2006, quando ho iniziato, e adesso. C’è forse un po’ di differenza perché Perugia si è abbastanza espansa nel territorio attraverso molti condomini, molti edifici, molti palazzi”.

Secondo l’amministratore, il vero cambiamento non è tanto urbanistico quanto sociale. La città si è ampliata, anche grazie alle ristrutturazioni e ai programmi di riqualificazione, come il Superbonus:

“Se non al culmine con i famosi 110 Superbonus, dove sono stati ristrutturati tantissimi immobili che poi erano andati abbandonati”.

Ma il punto centrale è un altro: la trasformazione del comportamento collettivo.

“Io faccio un’analisi del popolo. L’analisi del popolo è il carattere delle persone che spesso non riescono a condividere alcune cose che si vivono in una comunità”.

Un passaggio che sposta il focus dalla città fisica alla città relazionale.

Il ruolo dell’amministratore: tra tecnica e funzione sociale

Nel corso della trasmissione emerge con forza un concetto: l’amministratore di condominio non è più solo un gestore, ma un osservatore sociale.

Priore racconta anche un confronto avuto durante un corso di aggiornamento, dove un assessore regionale ha sottolineato il valore pubblico della figura:

“È importante il ruolo di un amministratore non solo per la professione che svolge ma soprattutto per il sociale, perché può suggerire alle amministrazioni difficoltà e situazioni dei quartieri”.

Un’affermazione che, secondo Priore, conferma una realtà già evidente sul campo: l’amministratore come “termometro urbano”.

Perugia, con circa 170 mila abitanti e una conformazione territoriale complessa, presenta differenze significative tra zone:

“Si passa da una zona ad un’altra anche con altitudini differenti, condizioni differenti, densità abitativa differente”.

Quartieri, fragilità e periferie: il caso Fontivegge

Uno dei passaggi più delicati riguarda le aree urbane più complesse, in particolare la zona della stazione di Fontivegge.

“Ci sono quartieri difficili, non come in altre città molto più grandi, ma ci sono situazioni da monitorare”.

Fontivegge viene citata come area critica, oggetto di attenzione da parte delle istituzioni locali:

“Il quartiere di Fontivegge ha notevoli problemi da questo punto di vista e su questo le amministrazioni si occupano di sistemare la situazione”.

Una città che, pur non presentando emergenze paragonabili a metropoli più grandi, mostra comunque dinamiche urbane complesse e differenziate.

Perugia città universitaria: studenti, affitti e nuove geografie abitative

Un altro tema centrale è quello della popolazione studentesca. Perugia, storicamente città universitaria, continua ad accogliere migliaia di studenti italiani e stranieri.

Priore ricorda anche il passato:

“Negli anni ‘70 l’Università per Stranieri chiamava molte persone a Perugia”.

Oggi il fenomeno si è trasformato: non solo studenti internazionali, ma anche molti giovani provenienti da altre regioni italiane.

Le aree abitative si sono progressivamente spostate oltre il centro storico:

“Si orientano nel centro oppure nelle zone limitrofe alle facoltà, ma anche verso Ferro di Cavallo, Madonna Alta, zona Stadio”.

Un effetto diretto è l’aumento della domanda di affitti:

“Abbiamo visto un incremento degli affitti per studenti, con un decremento nel periodo Covid e poi una nuova ripresa”.

La città si espande così in una rete abitativa diffusa, dove il centro non è più sufficiente a contenere la domanda.

San Sisto, ospedale e nuove strutture ricettive

Anche la zona ospedaliera assume un ruolo crescente nel mercato immobiliare:

“C’è molta richiesta per la zona di San Sisto, non solo per il polo universitario ma anche per l’ospedale”.

Qui si sviluppano nuove forme di ospitalità, come B&B e mini appartamenti, destinati a studenti e operatori sanitari.

Condomini e sicurezza: il ruolo delle forze dell’ordine

Uno degli aspetti più rilevanti del lavoro di Priore riguarda la collaborazione con le istituzioni.

“Mi è capitato in molte occasioni che la Polizia di Stato mi chiedesse informazioni circa alcuni condomini”.

L’amministratore è infatti tenuto a gestire l’anagrafe condominiale, uno strumento utile anche alle indagini:

“L’amministratore ha il compito di avere un’anagrafe del condominio”.

Un ruolo delicato, che lo pone al confine tra gestione privata e interesse pubblico.

Multietnicità e convivenza: una città che cambia volto

La trasformazione sociale dei condomini è evidente:

“Ci sono situazioni non più di perugini o italiani, ma anche comunità multietniche”.

Secondo Priore, però, i conflitti non emergono tanto nei condomini quanto nei quartieri più ampi, dove si concentrano le tensioni urbane.

Il tema degli animali: tra legge, convivenza e responsabilità

Una parte ampia della trasmissione è dedicata al tema degli animali domestici nei condomini, argomento spesso fonte di conflitto.

Priore chiarisce il quadro normativo:

“L’animale domestico può stare in condominio, ma la custodia spetta al proprietario”.

E aggiunge:

“Non esiste una legge che impedisce di tenere un animale nella propria abitazione”.

Il punto centrale diventa quindi la gestione della convivenza, non il divieto.

Viene affrontato anche il tema dei regolamenti condominiali:

“Un regolamento restrittivo non può andare contro il codice civile”.

Il caso della colonia felina: quando il condominio diventa ecosistema

Tra gli episodi più particolari raccontati da Priore c’è quello di una colonia felina:

“Era nata da due gatti ed è diventata una colonia di 17-18 gatti”.

Una situazione che ha creato criticità nei giardini e negli spazi comuni:

“Invadeva gli appartamenti e i giardini degli altri condomini”.

Il caso è stato risolto con la collaborazione di associazioni e interventi di mediazione.

Un tema di equilibrio tra umani e animali

Il dibattito si chiude su una riflessione più ampia:

“Per molti gli animali sono parte della famiglia, per altri possono non essere tollerati”.

Una questione di sensibilità diverse che convivono nello stesso spazio urbano.

Perugia tra identità e futuro

Nella parte finale dell’intervista emerge anche un elemento personale: le origini pugliesi di Priore e il suo rapporto con Perugia.

“Sono nato a Perugia, la sento la mia città. È una città a dimensione d’uomo”.

Una dichiarazione che sintetizza il senso complessivo del racconto: una città che cambia, ma che resta radicata nella sua identità.

L’intervista a Giuseppe Priore restituisce l’immagine di una Perugia in trasformazione continua, dove il condominio diventa specchio della società e l’amministratore assume un ruolo sempre più vicino a quello di osservatore sociale.

Tra studenti, nuove periferie, multietnicità, tensioni urbane e convivenze quotidiane, emerge una città complessa ma ancora leggibile, dove il cambiamento non è mai solo urbanistico, ma profondamente umano.

Categories: Cultura e Società
Redazione Milano: