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La nemesi della Sinistra: il corto circuito che ci travolge

L’esproprio alla Feltrinelli e i danni in centro svelano il fallimento ideologico: inseguendo la piazza antagonista, la Sinistra genera soltanto degrado.

Se la notizia del saccheggio della Libreria Feltrinelli durante i recenti tafferugli a Torino fa discutere in tutta Italia, a Milano fa un effetto del tutto particolare. Qui sotto la Madonnina, infatti, la Feltrinelli non è una semplice catena di store: è un pezzo di storia, un’istituzione editoriale nata e cresciuta all’ombra del Duomo.

Siamo abituati a vedere i cortei sfilare in centro: solitamente, quando la tensione sale, a fare le spese della rabbia sociale sono le vetrine del lusso e delle banche tra via Mengoni e la Galleria. Questa volta, invece, le immagini che arrivano in rete mostrano una traiettoria quasi paradossale: la furia si è scagliata contro uno dei simboli storici della cultura progressista.

Un incredibile corto circuito della memoria. Giangiacomo Feltrinelli, l’editore-attivista fondatore della casa editrice milanese e dei GAP, morì nel 1972 a Segrate teorizzando l’esproprio proletario contro il capitale. Vedere le sue librerie devastate dai “maranza” — giovanissimi di origine straniera, magari italiani per anagrafe ma del tutto estranei alle radici culturali e valoriali del Paese — svela un suicidio politico e identitario clamoroso.

Negli Anni di Piombo si diceva che “il potere logora chi non ce l’ha” (o chi ce l’ha troppo a lungo). Oggi la sinistra istituzionale, arroccata nel potere burocratico ma svuotata di idee e in piena crisi di credibilità, prova a inseguire la piazza arruolando queste nuove masse urbane per coprire la propria debolezza. Ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: una gioventù disorientata che non conosce la storia, non riconosce i simboli e finisce per saccheggiare proprio chi pensava di poterla cavalcare.

Fra i negozi del lusso in Duomo e le storiche roccaforti della cultura milanese, la sensazione è che la protesta abbia perso qualsiasi bussola, trasformandosi nel triste specchio di una politica che ha smarrito persino sé stessa.