Milano, vietato festeggiare: Sala dichiara guerra ai palloncini
A Palazzo Marino la tutela del verde passa anche dal compleanno dei bambini. Nel mirino palloncini di plastica e coriandoli non biodegradabili. Quando la mania regolamentatrice diventa una filosofia di governo.
A Milano, amministrata dalla giunta Sala, anche organizzare una festa di compleanno al parco rischia di diventare un esercizio di educazione ambientale. Tra le modifiche al Regolamento comunale del Verde, promosse dall’assessora Elena Grandi e approvate dalla Giunta, figura infatti il divieto di utilizzare palloncini di plastica e coriandoli non biodegradabili negli spazi verdi pubblici.
La motivazione è naturalmente nobile: proteggere l’ambiente, evitare la dispersione di plastica e contrastare le microplastiche. Una battaglia che, almeno nelle intenzioni, non fa una piega. Peccato che, a forza di regolamentare ogni aspetto della vita cittadina, si finisca per trasformare anche una semplice festa per bambini in una potenziale violazione amministrativa.
Ma il problema non sono soltanto i palloncini. È questa crescente pretesa di disciplinare ogni virgola della vita dei cittadini, stabilendo dall’alto cosa si possa fare, come, dove e con quali materiali. Una sorta di vocazione regolamentatrice di impronta sovietica, nella quale la sinistra sembra trovare un naturale conforto culturale: il cittadino va educato, corretto e, possibilmente, accompagnato da un regolamento per ogni occasione.
Eppure, per mantenere puliti parchi e giardini, il buon senso suggerirebbe una strada molto più semplice. Le norme contro l’abbandono dei rifiuti esistono da tempo immemorabile, e non c’è bisogno di inventare nuovi divieti per ricordare che gli spazi pubblici vanno rispettati. Basterebbe applicare seriamente quelle esistenti, reprimendo gli abusi e sanzionando chi lascia parchi e giardini in condizioni indecenti. Perché un rifiuto abbandonato resta tale, che sia biodegradabile oppure no.
Naturalmente Milano ha problemi ben più urgenti: sicurezza, degrado, spaccio, vandalismi e vivibilità dei quartieri. Ma ciascuno ha le proprie priorità. E così, mentre la città continua a fare i conti con questioni decisamente meno allegre, Palazzo Marino si preoccupa che nessuno festeggi un compleanno con il palloncino sbagliato.
A questo punto, per prudenza, meglio spegnere anche le candeline: non si sa mai che producano emissioni non autorizzate.

