La Borsa di Milano in grande spolvero tra Ipo ed economia in ripresa

La Borsa di Milano è uno dei fiori all’occhiello della città. E’ un luogo che ogni milanese dovrebbe conoscere. Qui si muove l’economia e la finanza lombarda, italiana ed europea. La Borsa meneghina lo scorso anno peraltro si è distinta sul fronte dei mercati per le Ipo europee. La Borsa italiana è stata la seconda piazza per raccolta su scala continentale. Milano è arrivata dietro solo a Londra.

La Borsa di Milano e le Ipo

La recente analisi “Ipo watch europe” di PwC rileva come nel 2017 le 348 Ipo europee hanno raccolto 43,9 miliardi di euro. Una crescita del 57% se raffrontata ai 27,8 miliardi raccolti l’anno precedente dalle 268 Ipo. L’ultimo trimestre dello scorso anno ha certificato che in Europa c’è fiducia verso il progetto di quotazione.

Come si rileva sui portali tematici come mercati24, il settore più attivo è risultato quello finanziario. In questo segmento c’è stato il 38% della raccolta europea. Subito dopo il comparto degli industriali con il 18%. A ruota i consumer goods con il 14%.

La popolarità della Borsa è cresciuta. Si è attestata anche come alternativa ai canali di finanziamento bancari e privati. 
Le ammissioni a quotazione a Piazza Affari sono tornate ai massimi dal 2000 con 32 IPO. Ben 26 sono sul mercato AIM Italia.

Borsa: prima Londra poi Milano

La regina in Europa è stata la Borsa di Londra con 103 Ipo per una raccolta di 12,5 miliardi di euro. A Milano 32 Ipo hanno ottenuto una raccolta di 5,2 miliardi. La maggiore Ipo in Europa è stata di Pirelli in Borsa Italiana con una raccolta di 2,3 miliardi, superata soltanto dall’Ipo con dual-listing sulla Borsa di Londra. A superarla anche l’irlandese Allied Irish Banks plc con una raccolta di 3 miliardi.

Soddisfatto Stefanie Lierheimer, director italian capital markets group di PwC. “Questi valori record riflettono la ritrovata fiducia nell’economia italiana e la crescente popolarità della Borsa”. “Guardando al 2018, una certa prudenza circa i livelli di Ipo potrebbe essere suggerita dall’incertezza legata alle elezioni politiche”.

IPO: Initial Public Offering

Ma cos’è un IPO? La domanda è lecita. Si tratta dell’Offerta pubblica iniziale di titoli azionari. Con essa una società colloca una quota dei titoli per la prima volta sul mercato borsistico. Li offre alla platea degli investitori. Si concretizza quando una società manifesta l’intenzione di quotarsi su mercati regolamentati. Una Initial Public Offering può essere presentata mediante diverse modalità. Si può procedere emettendo nuove azioni offerte in sottoscrizione (Offerta Pubblica di Sottoscrizione, OPS). Ne deriva un concomitante aumento del capitale sociale. L’altra opzione è quella di vendere azioni già in possesso dei precedenti azionisti. Si tratta dell’Offerta Pubblica di Vendita, OPV). Si altera la compagine sociale senza mutare il capitale proprio. Infine è possibile usare le modalità insieme. E’ l’Offerta Pubblica di Vendita e Sottoscrizione, OPVS.

L’operazione di IPO è articolata in più fasi. La base è la scelta strategica della società di procedere con l’offerta. Poi segue il nulla osta dell’autorità di controllo della Borsa. In Italia è la CONSOB a vigilare sul relativo prospetto informativo e sull’ammissione alla quotazione. Lo step che segue consiste nell’individuare l’intermediario incaricato di promuove l’IPO. Esso intrattiene i rapporti tra la società e i potenziali investitori. Quindi si definisce il numero delle azioni da offrire e del corrispondente prezzo o un range di riferimento. E infine i tempi e le modalità di collocamento. Le forme sono distinte: book building, offerta a prezzo fisso e asta.