Milano Cleaning day in Viale Molise

“Sabato 10 novembre (in caso di pioggia il 17 novembre) andremo a pulire i muri esterni degli stabili Aler di viale Molise dal 5 al 17. L’intervento di contrasto al degrado e di cura del bene comune comporterà la rimozione di scritte vandaliche presenti sui muri del tratto di viale specificato. L’obiettivo di questi eventi di clean-up è quello di creare degli esempi virtuosi, attraverso un’azione dal basso che s’ispira ad una cultura del fare, di rendere il cittadino protagonista nella lotta contro il degrado e rispettosi degli spazi condivisi”.

Ne danno notizia il Presidente del Municipio 4 di Milano Paolo Guido Bassi e il suo presidente della commissione Sicurezza e Verde Francesco Rocca. “Non è la prima volta che diamo vita a iniziative di questo tipo – ricorda Bassi – . Come Municipio 4, insieme all’associazione Retake e al gruppo informale ‘Mamme Wow’, abbiamo realizzato ben tre giornate di rimozione graffiti e ‘tag’ vandaliche al parco Oreste Del Buono, così come altre volte ci siamo armati in prima persona di pennello e vernice per andare a togliere la scritte di insulti alle Forze dell’ordine, bestemmie e altre oscenità tracciate sui muri della chiesa di San Michele e Santa Rita al Corvetto.

La giornata di sabato, proseguono Bassi e Rocca, fra l’altro, è organizzata a costo zero per i cittadini grazie alle collaborazioni con il Rotary Milano Castello che ha finanziato l’acquisto delle vernici, mentre i materiali per la pulizia (pennelli, rulli) sono messi a disposizione dal Comitato Abruzzi-Piccinni. Partner dell’iniziativa, anche l’attivissimo comitato di quartiere Insubria-molise-Varsavia. I milanesi – concludono gli esponenti del Municipio 4 – dovranno portare solo l’olio di gomito”.

Il quartiere Molise-Calvairate

Deve la sua denominazione alla presenza di due grossi caseggiati di edilizia popolare, costruiti negli anni Trenta. Il complesso, progettato da Cesare e Maurizio Mazzocchi, si trova nella zona sud est della città, lungo l’anello della circonvallazione esterna che, percorrendo viale Molise, raggiunge piazzale Cuoco e piazza Insubria.

Occupa un’area a forma di trapezio di quasi 25.000 mq, oltre la metà della quale riservata a spazi di attraversamento, cortile e giardino, con edifici distribuiti ortogonalmente a perimetro e all’interno. Dimensionato per ospitare 2250 abitanti, il complesso è classificato come case economico popolari per operai e classi medie, con 700 alloggi di superficie compresa tra 27 e 45 mq. La distribuzione è a ballatoio per i fabbricati con alloggi minimi, col locale esposto a mezzogiorno ed il servizio igienico a nord, mentre le abitazioni più ampie sono servite con scala che disimpegna due unità per piano; nei tagli a due locali, il soggiorno è esposto ad est e la camera da letto ad ovest.
L’impianto garantisce un buon orientamento degli edifici, con la chiara definizione dei volumi a perimetro che tuttavia non impedisce ampi scorci e visuali tra la viabilità esterna ed i giardini interni.

L’accesso principale su piazzale Cuoco

Si presenta con una doppia testata che sovrasta l’ingresso semicircolare, con un effetto monumentale determinato dalla convergenza dei due fabbricati. Essi sono costruiti in muratura, differenziati dagli altri a struttura portante in cemento armato. La diffusa zoccolatura in litoceramica rosso mattone, risvoltata sulle testate e associata al cromatismo delle tinteggiature ad intonaco ha certo un effetto decorativo. Ma fu pensata soprattutto per proteggere il basamento degli edifici dal “vandalismo dei monelli”. Giovano alla forte caratterizzazione d’immagine del quartiere l’andamento curvilineo dell’edificio ad ovest. Affacciato alla via Faà di Bruno e singole soluzioni architettoniche distribuite nel complesso, dai corpi scala semicircolari agli enfatici ingressi, con citazioni delle più note realizzazioni coeve in Europa.

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