Coronavirus in Lombardia: stop a 40 partite del calcio dilettanti, si cerca un luogo per la quarantena

Scatta il piano emergenza Coronavirus in Lombardia. “Un’ordinanza che vieta ogni attività di aggregazione in 10 comuni del Lodigiano”. Dalle scuole ai posti di lavoro. La ha annunciata l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera durante la conferenza stampa sulla diffusione del coronavirus. I comuni interessati sono Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione d’Adda, Maleo, Fombio, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, San Fiorano, Castel Gerundo. Per una settimana i residenti sono invitati a restare in casa.

Sono escluse dal divieto le attività commerciali di prima necessità. Blocco invece per le altre attività commerciali, a quelle lavorative nelle imprese, educative e dell’infanzia e sportive nei comuni dell’area interessata dall’emergenza. E’ quanto ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.

Il Comune di Codogno aveva già emanato tre ordinanze “provvisorie e precauzionali” per la chiusura di scuole, bar, ristoranti, locali pubblici in generale (discoteche, sale da biliardo) e uffici comunali per l’emergenza sanitaria dovuta ai primi contagi in Italia, tutti nella zona del Lodigiano, da coronavirus. Le ordinanze di Codogno sono valide fino almeno al 23. A Castiglione chiusura delle scuole, dei locali e degli uffici comunali fino al 25. Stesse decisioni a Casalpusterlengo. Stop al calcio dilettantistico in Lombardia fino al 24 febbraio. Il comitato regionale della Lega Dilettanti della Lombardia ha rinviato 40 partite di diversi campionati, dall’eccellenza alle juniores femminili, “a causa della criticità determinata dal Coronavirus, che ha coinvolto le zone del lodigiano e le società provenienti dallo stesso territorio”. In una nota, il comitato specifica che oltre alle 40 gare già rinviate “le società non presenti in questo elenco che hanno tesserati (dirigenti, tecnici, calciatori) provenienti dalle zone interessate possono richiedere il rinvio della gara”.

In mattinata l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera aveva comunicato. “Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e a evitare contatti sociali. Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio”, un invito poi esteso anche a Casalpusterlengo. Visto che la quarantena potrebbe coinvolgere 250 persone almeno, “la Protezione civile sta cercando di individuare un albergo, una caserma o una struttura militare per mettere tutte le persone in quarantena”. Misure sono allo studio anche nei comuni di Terranova de’ Passerini, Turano, Maleo, Bertonico perché molti studenti di questi paesi frequentano le scuole di Codogno.

Il “paziente zero” è un uomo di 38 anni di Castiglione d’Adda, ma residente a Codogno, in provincia di Lodi, poi risultano positive sua moglie e altre quattro persone (tutte di Castiglione d’Adda) entrate in contatto probabilmente con il paziente zero. Risulta negativo ai test un collega del trentenne con cui l’uomo aveva cenato a fine gennaio e che era appena rientrato dalla Cina. Il trentenne è in gravi condizioni all’ospedale di Codogno.

Le autorità sanitarie stanno provvedendo a fare i tamponi per il test a tutte le persone che potrebbero essere entrate in contatto con i contagiati: dai colleghi dell’uomo, che lavora all’Unilever di Casalpusterlengo a familiari, amici, e tutti i medici e gli infermieri dell’ospedale di Codogno dove l’uomo è stato ricoverato mercoledì sera. “Tutte le persone positive sono state portate al Sacco se in grado di spostarsi”. Lo ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera alla conferenza stampa per fare il punto sul coronavirus. A Castiglione d’Adda (Lodi) dove risiedono i genitori dell’uomo contagiato dal Coronavirus sono stati sospesi i festeggiamenti per il Carnevale. “È assolutamente vietato l’ingresso ai parenti”. E’ quanto segnala un cartello appeso alla porta di ingresso del Padiglione G 56 dell’Ospedale Sacco di Milano, dove sono ricoverati alcuni dei contagiati da Coronavirus in Lombardia

Vanno ricostruiti tutti gli spostamenti delle persone contagiate. Infatti il virus (da quanto si sa finora) per essere trasmesso ha bisogno di un contatto non occasionale a non più di un metro di distanza. Da quanto è stato ricostruito il trentenne nei giorni precedenti al ricovero è andato a correre e poi al lavoro, ha giocato a pallone e ha preso parte a tre cene.

Per adesso l’ospedale di Codogno ha gli accessi sbarrati e la Regione ha diramato la nota che invita tutti a stare a casa e a non recarsi al pronto soccorso in caso di sintomi influenzali, ma di chiamare il 112. L’ordine dei medici di Lodi denuncia. “Non abbiamo mascherine sufficienti per visitare i pazienti”. La banca Bcc Centropadana ha deciso di chiudere le tre filiali di Codogno, San Biagio e Castiglione d’Adda, luoghi dove si sono verificati i casi di coronavirus. Le filiali saranno chiuse fino a lunedì.