Si allarga l’emergenza Coronavirus: 14 casi nel Lodigiano e 2 nel Padovano

Si allarga l’emergenza Coronavirus in Italia. Il nuovo Coronavirus (Covid-19) fa registrare nel nostro Paese 14 contagiati nella zona del Lodigiano in Lombardia e due in Veneto, nel Padovano. Il primo, un uomo di 38 anni originario di Castiglione d’Adda e residente a Codogno, è ricoverato all’ospedale di Codogno in terapia intensiva, in prognosi riservata. Si tratta del primo caso di trasmissione locale di infezione da nuovo coronavirus in Italia. Contagiati anche la moglie incinta e un suo conoscente, ricoverati al Sacco di Milano, punto di riferimento nazionale per le bioemergenze insieme all’istituto Spallanzani di Roma.

Ci sono poi altre tre persone positive di età intorno ai 40 anni che si sono recate all’ospedale di Codogno nella notte tra giovedì e venerdì con “quadri di polmonite importanti” e adesso sono ricoverate in isolamento. Non è ancora chiaro se questi casi siano legati a quello del trentenne. Obiettivo della Regione è di portare tutti i pazienti positivi al Sacco il prima possibile, alcuni sono già stati trasferiti. In attesa del risultato di un altro tampone, il settimo è ricoverato anche uno dei medici di famiglia di Codogno, il primo ad aver visitato il trentenne.

È risultato negativo un manager di 28 anni che lavora in una società di Fiorenzuola d’Arda ed è tornato dalla Cina il 21 gennaio. L’uomo, che sta bene, ha incontrato più volte il contagiato dal 1° febbraio.

Martedì 18 febbraio, il contagiato che lavora all’Unilever di Casalpusterlengo e nelle ultime due settimane ha partecipato a una gara podistica e a una partita di calcetto, si era presentato al Pronto soccorso con sintomi influenzali, ma dato che non si era recato in Cina di recente non gli era stato fatto il test ed era stato rimandato a casa con una terapia antibiotica. I primi sintomi si erano manifestati il 15 febbraio, adesso è grave. Ci sono 150 contatti stretti dell’uomo che saranno sottoposti a tampone e 160 dipendenti della Unilever sono stati invitati a non lasciare gli uffici in attesa del test.

I contagiati in Veneto sono due anziani di Vo’ Euganeo, paesino padovano. Nel frattempo un’ordinanza del ministero della Salute prevede “la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva” per chiunque negli ultimi 14 giorni sia arrivato in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia e impone “l’obbligo di comunicare al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente di aver soggiornato nelle aree suddette”. Chi è tornato dalla Cina nelle ultime due settimane deve dirlo e deve stare a casa. “Il mancato rispetto delle misure previste costituirà una violazione dell’Ordinanza”. Ai cittadini di Castiglione d’Adda (4.600 abitanti), di Codogno (16 mila abitanti) e di Casalpusterlengo (15 mila e 200 abitanti) è stato chiesto di “rimanere in ambito domiciliare”, di “evitare contatti sociali” e di non andare al pronto soccorso nel caso in cui si sospetti di avere contratto la malattia. Chi ha sintomi influenzali o problemi respiratori deve contattare il numero 112.