Teatro alla Scala di Milano: storia e curiosità

Il Teatro alla Scala di Milano è uno dei simboli della cultura italiana ed europea. Ha ispirato la costruzione dell’Opera di Vienna, è legato indissolubilmente all’opera di Giuseppe Verdi e al nome dell’amatissima Maria Callas.

Profondamente danneggiato da un bombardamento alleato nel corso della Seconda Guerra Mondiale, è stato profondamente ristrutturato nel 2000 e oggi è uno dei teatri del mondo più tecnicamente all’avanguardia.

Andiamo ad osservarlo da vicino magari durante un bike tour a Milano.

Storia del Teatro alla Scala

Il Teatro alla Scala venne edificato a seguito della distruzione del Regio Teatro Ducale, nella notte del 25 Febbraio 1776, a causa di un incendio dovuto a cause rimaste ancora oggi misteriose.

A ordinare la costruzione del nuovo teatro fu l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, la quale incaricò del progetto il famosissimo architetto neoclassico Giuseppe Piermarini. I lavori di realizzazione durarono appena due anni, dal 1776 al 1778.

Il nuovo teatro, destinato a diventare uno dei più conosciuti simboli della città, sorse nell’aera in cui all’epoca sorgeva ancora la Chiesa di Santa Maria della Scala, eretta in onore di Beatrice Regina della Scala, sposa giovanissima di Bernabò Visconti. Fu proprio quella chiesa a dare il nome al nuovo teatro.

Purtroppo nella notte tra il 15 e il 16 Agosto 1943 il Teatro alla Scala subì dei danni molto ingenti a causa di pesanti bombardamenti da parte delle forze alleate. Nel giro di soli tre anni, però, il teatro venne ricostruito e nuovamente aperto alla cittadinanza.

Tra il 2002 e il 2004 il Teatro subì un profondissimo lavoro di ammodernamento e ristrutturazione che incluse, tra le altre cose, la distruzione della Piccola Scala (un teatro esclusivo di soli 600 posti), che venne inglobata all’intero del teatro maggiore.

Proprio in questi anni vennero realizzate le due torri che hanno cambiato profondamente il profilo del teatro: la torre scenica e la torre ellittica.

Curiosità incredibili sul Teatro alla Scala

Il Teatro alla Scala di Milano custodisce molti piccoli e grandi segreti che ormai sono solo in pochi a conoscere.

1. Un lampadario di plastica

Il grandioso lampadario che pende dalla volta del Teatro alla Scala è una copia del lampadario ottocentesco. Composto da oltre 400 lampadine, è parzialmente realizzato in plastica per alleggerirne il peso garantire una maggiore sicurezza agli spettatori seduti in platea. Per la sua pulizia vengono impiegati 20 giorni ogni anno.

2. Il Punto Callas

Maria Callas venne acclamata alla Scala per la sua performance nel ruolo di Violetta nella Traviata del 1955 diretta dal regista Luchino Visconti. Secondo la leggenda fu proprio la grande interprete a individuare, sul palcoscenico, il punto dal quale la sua voce era in grado di raggiungere ogni punto del teatro. Ancora oggi quel punto è conosciuto dagli addetti ai lavori con il nome di Punto Callas.

3. I Palchetti

I palchi del Teatro alla Scala erano di proprietà di molte famiglie prestigiose del capoluogo lombardo. Non sono in molti a sapere che un tempo ogni famiglia aveva il diritto di arredare il proprio palco come preferiva, a patto di lasciare inalterata la tendina esterna, che avrebbe dovuto rimanere identica per ogni palco.

Secondo la leggenda, nei palchetti del teatro succedeva di tutto: si consumavano cibo, caffè e altri piaceri più o meno proibiti. Un palchetto (proprietà di una famiglia oggi ignota) era addirittura tappezzato di specchi.

4. I professionisti dell’applauso

Esattamente come a Parigi, anche a Milano venivano assoldati dei professionisti dell’applauso per assicurare a ogni rappresentazione un certo numero di applausi e di bis, al fine di onorare gli interpreti o di boicottare alcune compagnie.

Si tratta, fortunatamente, di un’abitudine ormai caduta in disuso.