Selezione cromatica tra i gatti: ecco come è avvenuta

I numeri rilevano un’incidenza maggiore di gatti con zampe dal pelo chiaro, rispetto ai felini selvatici. La familiarità tra esemplari avrebbe portato ad una selezione cromatica, sostiene Leslie Lyons, esperta di genetica felina dell’Università del Missouri College of Veterinary Medicine, che vale anche per alcuni colori del manto.

“Quando gli uomini divennero agricoltori stanziali, cominciarono ad accumulare grano e scarti” attirando così i roditori. Lo spiega la dottoressa Lyons, e creando quindi il presupposto migliore per una convivenza vantaggiosa per entrambi le specie. Attualmente i gatti selvatici (Felis silvestris), progenitori dei pets, sono in particolare in Africa ed Eurasia. I gatti selvatici che riescono a mimetizzarsi hanno più occasione di sopravvivere e riprodursi.

“Le mutazioni genetiche si verificano continuamente” sottolinea la genetista. Tuttavia nella selezione della specie potrebbe avere fatto la differenza proprio il debole che i nostri antenati avevano per i gatti “diversi”, che si distinguevano dagli altri ad esempio proprio per quei ”calzini” bianchi che ancora oggi la gran parte dei gatti ”indossa”.

Le macchie bianche tendono a manifestarsi in particolare nei cuccioli allevati. La colorazione del manto avviene durante lo sviluppo dell’embrione ed è legato alla velocità di movimento delle cellule pigmentate. E’ dipendente dal mosaico genetico che si compone in queste fasi se il gatto nascerà con il pelo nero, grigio o di altri colori. Se le zampe, il muso o il petto restano bianchi è perché queste cellule troppo pigre per moltiplicarsi lasciano ampie zone del pelo prive di pigmentazione. Ecco allora che il gattino avrà le zampe, il muso o il petto bianco. I calzini bianchi, in voga tra i mici di casa, non sono quindi legati solo alle mutazioni genetiche. La biologia evolutiva e la domesticazione hanno fatto la loro parte nel selezionare l’abito migliore.