Foresta urbana tra i palazzi della Bicocca

Milano città sempre più verde. Un vivaio di 8 mila mq composto da faggi, querce, cedri, tigli, magnolie ed abeti, aperto a studenti e professori, ma anche a chi vive e lavora in zona. La nuova foresta urbana ospiterà corsi itineranti, incontri culturali, attività di ricerca e momenti per la divulgazione scientifica. È il primo pezzo di 6 passi nel verde, il progetto lanciato dalla Bicocca per proseguire nel suo percorso verso la sostenibilità ambientale e andare verso una svolta green che punta a coinvolgere l’intero quartiere.

Lo spazio verde, concesso da Palazzo Marino, si estende all’estremità Sud del campus, in via Cozzi. Un’area con alberi imponenti, che ospita una grande biodiversità spontanea, con specie di insetti e uccelli poco comuni in città come il fiorrancino, il piccolo passero di cinque grammi di cui pare ci siano due coppie. Dentro al vivaio nascerà il bosco delle Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), le scienze dure, per avvicinare i giovani al binomio natura-tecnologia e dove sono già previste iniziative per valorizzare il ruolo delle donne nella ricerca.

“Diamo il via ad un’iniziativa che unisce diverse azioni trasversali e trasformerà la Bicocca in università sempre più sostenibile e accogliente” ha sottolineato la rettrice, Giovanna Iannantuoni. “Uno degli obiettivi che intendiamo perseguire per contribuire a migliorare la qualità della vita dell’ateneo e di Milano, città che dovrà essere sempre più green”. Il piano è quello di incrementare le aree verdi, di cambiare la vivibilità degli spazi del quartiere, ad iniziare dal campus stesso. Ed ecco Forestamib, di cui Bicocca si fa promotrice nel Municipio 9 “per favorire lo sviluppo della foresta urbana e la connettività ecologica nel distretto dell’università, con particolare attenzione all’area del Parco Nord”. Dopo il taglio del nastro del vivaio, la rettrice ha dato il via simbolicamente a un’altra iniziativa: la depavimentazione di piazza della Scienza che porterà fiori e piante davanti agli edifici dell’università. L’idea è quella di creare delle fratture nel cemento dove piantare nuovo verde per dare la sensazione che la vegetazione si stia riappropriando dell’area.