Sangalli: ricordiamo Formentini sindaco equilibrato e attento al mondo delle imprese

Con la scomparsa di Formentini, Milano perde una personalità politica realmente al servizio della città. Un sindaco, eletto per la prima volta direttamente dai milanesi, che ha contribuito a rimarginare le ferite provocate da uno dei periodi più difficili della storia repubblicana recente. Lo ricordiamo per il suo equilibrio, la sua umanità e per essere sempre stato attento al mondo delle imprese. Siamo vicini con affetto alla sua famiglia, sicuri che Milano non lo dimenticherà.

Marco Formentini, primo sindaco leghista di Milano

È morto a 90 anni Marco Formentini, primo sindaco leghista di Milano. Era nato a La Spezia nel 1930. A 14 anni aveva partecipato alla Resistenza come vedetta partigiana. Si era laureato in giurisprudenza e dal 70 al 75 è stato esponente del partito socialista italiano.

Dopo una pausa era tornato alla politica negli anni 90, entrando nella Lega Nord. Con il Carroccio viene eletto deputato nel ’92 e parlamentare europeo nel ’94. Da europarlamentare negli ultimi anni lasciò il Carroccio per passare ai Democratici con Parisi di cui era amico personale.

Il 20 giugno del 1993 viene eletto sindaco di Milano, vincendo al secondo turno su Nando dalla Chiesa. Primo e unico sindaco di Milano della Lega dopo Tangentopoli. Primo a essere scelto dagli elettori, dopo l’entrata in vigore della nuova legge elettorale. In quegli anni la sua prima moglie Augusta, era stata soprannominata First sciura, dalla rivista satirica Cuore.

La notte degli exit poll il leader della Lega Umberto Bossi si affacciò da un balcone di piazza Duomo insieme al neo sindaco e salutando i sostenitori leghisti rivolse lo sguardo verso il civico 19, storica sede del PSI milanese. Un gesto rivolto ai politici della Prima Repubblica che fu interpretato come il simbolo della fine della cosiddetta Milano da bere.

Rimase in carica fino al 1997, quando gli subentrò Gabriele Albertini, che fu eletto sull’onda dell’era berlusconiana. Leghista fin dalle origini, fu eletto parlamentare nel 1992 e due anni dopo all’Europarlamento. Durante il suo mandato da sindaco fu protagonista tra l’altro della campagna per lo sgombero del centro sociale Leoncavallo. Ma nel 2003 si pentì quando affermò. “Se fossi sindaco adesso lavorerei per aiutare il Leoncavallo”, sostenendo che “lo sgombero forzato li ha aiutati a maturare e mi risulta che dove stanno ora sono una presenza molto meno fastidiosa e che si siano sforzati di passare dalla connotazione politica e ideologica a quella culturale e sociale”. Nel 2004, Formentini aderì ai Democratici di Arturo Parisi. Poi alla Margherita e alle primarie del partito Democratico del 2007 ha sostenuto la candidatura di Rosy Bindy. Lunedì dalle 9 la camera ardente a palazzo Marino e alle 14 la cerimonia civile.