La storia della bevanda più famosa del mondo: il caffè

Profumato, inebriante e gustoso, il caffè ha una lunga storia alle spalle che affonda le radici nel 500 d.C. nella regione della Kaffa, in Etiopia, da cui prende il nome.

In Europa la sua comparsa risale alla fine del Seicento a Vienna e da quel momento in poi il suo successo non ha mai conosciuto fine, anzi, esso si è sviluppato sempre di più, diventando una bevanda dai mille utilizzi.

Si pensi che ogni giorno si consumano oltre un miliardo di tazzine di caffè in tutto il mondo e in tutte le forme: espresso, lungo, schiumato, macchiato e chi ne ha più ne metta.

Il caffè: origini, storia e diffusione nel mondo

Il caffè ha una storia antica e misteriosa, tanto che non si conoscono con certezza le sue origini, in quanto numerose sono le leggende e i misteri che lo vedono come protagonista. La maggior parte dei miti, ambientano la nascita del caffè in Etiopia, dove un’antica tribù utilizzava le bacche del caffè per preparare e condire numerosi alimenti.

Dall’Africa, il caffè fu esportato man mano nel porto di Mokha, nello Yemen (nome che ispirerà Alfonso Bialetti che inventò nel 1933 la prima caffettiera, la famosa Moka), per arrivare nel Mar Rosso e in India. Qui, verso la fine del 1400, nacque il caffè come lo beviamo e conosciamo oggi, ovvero sotto forma di bevanda calda.

Il caffè giunse in Europa solo verso la fine del 1500, quando iniziarono dei proficui scambi mercantili tra la Repubblica di Venezia e i paesi dell’Oriente e venne venduto come una bevanda dagli effetti medicamentosi ad altissimo prezzo. Ben presto, il caffè iniziò ad essere prodotto in tutta la Laguna, tanto che nel 1683, presso Piazza San Marco, venne inaugurata la prima bottega italiana chiamata All’Arabo succeduta da oltre duecento locali chiamati Caffè di cui il più antico ancora attivo oggi è Caffè Florian, fondato nel 1720.

Da Venezia a Napoli: il caffè napoletano

Se nasce in Oriente e si diffonde a Venezia prima e nel resto dell’Italia e dell’Europa Occidentale in seguito, perché Napoli è così famosa per la produzione del caffè?

Le fonti confermano che il caffè giunse a Napoli, o meglio presso la sfarzosa Reggia di Caserta, intorno al 1768 grazie a Maria Carolina D’ Asburgo, sposa del re Ferdinando di Borbone, che decise di far assaggiare ai suoi ospiti durante un ballo una bevanda già largamente in uso a Vienna, luogo d’origine della regina.

In realtà questa bevanda era già conosciuta, ma i napoletani si rifiutavano di berla perché la chiesa riteneva che il suo colore nero fosse simbolo del demonio. Così, grazie alla regina, il caffè iniziò ad essere consumato presso le élite aristocratiche, diventando un elisir di gran pregio.

Esso veniva preparato in un modo molto particolare rispetto agli altri stati europei: i chicchi venivano fatti prima tostare e poi riposare per qualche giorno in modo da far esaltare tutto il loro gusto e il profumo. Non finisce qui, perché Maria Carolina introdusse, assieme al caffè, anche il kipferl, un soffice dolce viennese: nasce il cornetto. Da quel momento in poi, la combo caffè-cornetto divenne il simbolo di Napoli e l’emblema della colazione italiana nel mondo.

Nel 1800, il caffè divenne una bevanda ad uso anche del popolo grazie all’invenzione geniale del parigino Jean-Louis Morize che brevettò la prima caffettiera ad inversione del mondo: la cosiddetta cuccumella. Tramite questa invenzione, il caffè espresso napoletano divenne famoso perché univa un doppio procedimento per preparare il caffè: combinava, cioè, il metodo di infusione veneziano con quello di decozione usato dai turchi, con un sistema a doppio filtro.

Il risultato è un caffè dall’aroma eccezionale che venne utilizzato anche per preparare uno dei dolci simbolo dell’Italia nel mondo: il tiramisù.

Per conoscere tutti i segreti del caffè, il sito adatto è “www.chespresso.it“, che contiene le informazioni per conoscere le varietà di caffè del mondo e come prepararlo e gustarlo al meglio.