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Nuovo modello di gestione per i centri di aggregazione giovanile di Milano: valorizzato il ruolo dei municipi

Più protagonismo per i nove municipi di Milano nel modello di gestione delle attività dei Centri di aggregazione giovanile (CAG) del privato sociale. A definirlo, le linee di indirizzo contenute in una delibera approvata dalla Giunta comunale, con la quale si delinea una procedura non solo più innovativa ma anche maggiormente decentrata.

A Milano sono in totale trenta i CAG, dei quali venticinque gestiti dal privato sociale secondo il modello della co-progettazione con il Comune (da cui ricevono contributi) e cinque di proprietà dell’Amministrazione, attualmente gestiti tramite appalti. Queste realtà rappresentano un sostegno alla crescita di preadolescenti, adolescenti e giovani, offrendo loro spazi dedicati alla libera aggregazione, attività di sostegno scolastico, laboratoriali e sportive. Sono luoghi che forniscono a ragazze e ragazzi supporto concreto nello studio, occasioni per stringere legami di amicizia positivi nonché di impegno del proprio tempo libero, e agiscono in contrasto alla dispersione scolastica.

“Insieme ai municipi e coerentemente con il processo di valorizzazione delle loro deleghe e competenze che stiamo portando avanti – afferma l’assessora alle Politiche per il decentramento Gaia Romani – abbiamo adesso delineato una procedura innovativa e più decentrata nella fase di valutazione, elaborazione dei progetti e gestione dei CAG, che va a rafforzare l’attivo coinvolgimento dei municipi stessi. Questo ci consentirà di intervenire nei singoli territori e quartieri con offerte e progetti più aderenti e pertinenti rispetto alle determinate specificità, fragilità e bisogni espressi, che certamente presidi prossimi alla cittadinanza, quali i municipi, sono in grado di meglio rilevare e riconoscere”.

“Il lavoro congiunto che stiamo portando avanti con i municipi trova nel nuovo modello di gestione dei CAG uno snodo importante e strategico – commenta l’assessora alle Politiche giovanili Martina Riva –. Con il nuovo modello di gestione investiamo sulla rete dei CAG, nonché sull’efficacia delle azioni messe in campo da ogni centro, in sintonia con le esigenze dei quartieri. Grazie a una presenza diffusa sul territorio, i CAG svolgono un’azione determinante nell’attuazione dei progetti e delle iniziative con i giovani e per i giovani promossi dall’Amministrazione comunale. Il coinvolgimento dei municipi sarà quindi fondamentale nel processo di rilancio dei Centri di aggregazione giovanile, pensando in particolare al ruolo di presidio sociale e formativo di riferimento che questi ricoprono soprattutto per gli adolescenti di Milano”.

Se fino ad ora la gestione del budget complessivo era in capo all’Amministrazione centrale, che si occupava di redigere un unico bando per tutti i progetti presentati dalle realtà del privato sociale che insistono nei nove municipi, adesso sono previsti budget dedicati a ciascun municipio, sulla base di un costo standard (definito sulla base di un’analisi condotta da Comune e municipi) quantificato in 60mila per ogni CAG.

La selezione delle proposte progettuali sarà quindi affidata a sottocommissioni, che vedranno la partecipazione di dirigenti comunali e dei funzionari municipali che, per la prima volta, si esprimeranno su progetti proposti per il loro territorio di competenza.

Ulteriore e fondamentale elemento innovativo riguarda l’autonomia di gestione dei fondi rimanenti dopo la selezione: il singolo municipio deciderà in completa autonomia come investire quanto non impiegato nella realizzazione dei progetti vincitori, qualora questi richiedessero un impegno economico inferiore ai 60.000 euro stanziati per ogni CAG.

Per garantire lo standard dei 60.000 per ciascun centro, la Direzione Servizi civici ha messo a disposizione 80.000 che si aggiungono alle risorse annualmente destinate.

Questi aggiornamenti nel modello di gestione dei centri di aggregazione giovanile arrivano a valle di un lavoro promosso insieme da Amministrazione comunale e municipale che è consistito in un monitoraggio sulla base del numero di CAG attualmente attivi e dei contenuti qualitativi e quantitativi-economici delle progettualità esistenti.

L’esito di questa fase di analisi è stato la definizione del costo standard (stimato in 60mila euro) e delle linee di indirizzo per la co-progettazione delle attività dei CAG.

La selezione dei progetti sarà articolata in “ambiti”, corrispondenti al territorio dei singoli municipi. Le proposte dovranno avere un contenuto ‘base’ da applicare a tutti gli ambiti e un contenuto caratteristico definito dal municipio competente in funzione delle esigenze e dei bisogni del proprio territorio. Per ciascun ambito sarà definito un budget.

I progetti dovranno perseguire il sano sviluppo e la crescita armonica dei ragazzi in spazi di socializzazione caratterizzati da mix sociale, offrendo a giovani, con provenienze e caratteristiche differenti, un luogo di incontro positivo sempre più aperto sul territorio, promuovendo anche iniziative di animazione territoriale e di inclusione sociale e coordinandosi con le attività già presenti sui territori.