Cultura e Società

Cancellare protesti erronei – cosa fare

Per molte persone risulterà essenziale capire come cancellare protesti erronei, tenendo presente che è una cosa che si può fare solo se ci sono alcune condizioni. Anche perché non si può pensare che sarà una cosa breve e semplice: però nel caso in cui è la prima volta che si viene inseriti in questo registro la cosa può essere fattibile.

Di sicuro la cancellazione dovrà passare attraverso il tribunale competente in base alla provincia di residenza, tenendo presente che, per quanto riguarda sempre questa cancellazione dal registro dei cattivi pagatori, molto spesso si passa dal giudice di pace, però non è una cosa che vale per tutte le province e regioni.

In questi casi per avere più informazioni bisogna rivolgersi al proprio comune di residenza, all’ufficio competente, in modo da capire qual è l’iter preciso da seguire. La prima cosa scontata da fare in questi casi, nel momento in cui si vuole la cancellazione di un protesto, è versare tutti i soldi che hanno portato all’iscrizione nel registro.

Questo significa ovviamente aver restituito i soldi delle rate non pagate, inclusi eventuali interessi che fanno da mora, tenendo presente però che, se si parla di protesto bancario bisogna saldare l’intero pagamento che spettava al creditore.

Tutto questo dovrà avvenire entro un anno dalla notifica del protesto stesso perché poi, nel momento in cui questa data non viene rispettata, non sarà più possibile chiedere la cancellazione, nemmeno se dovesse essere saldata tutta la cifra.

 In quel caso si potrà solamente modificare l’avvenuto pagamento, presentando una documentazione carta da bollo che costerà €14,62.

Altre cose da fare in questi casi

Un’altra cosa da sapere è che, per ottenere il decreto per la cancellazione del processo bancario o cambiale nel tribunale competente, bisognerà avere con sé tutti i documenti di identità e di riconoscimento nonché quei contratti di compravendita.

Essi hanno a che fare con quella pratica sulla quale si è attivato il pretesto, e ancora che ricevuto il rimborso effettuato a 12 mesi dall’iscrizione nel registro dei protesti.

In questo caso il giudice dovrà verificare la regolarità delle operazioni per capire se è tutto l’importo è stato restituito, in modo da essere sicuro che non siano decaduti i termini temporali.

Infatti, se tutto risulterà regolare il giudice firmerà il decreto, in base a quella che è la legge specifica e cioè la 108- 96.

In questo caso il costo dell’operazione riguardo un bollo da €8 per presentare la domanda, e un altro da 14,62 che bisognerà applicare sul decreto. A questo punto, e cioè dopo aver ottenuto il documento in tribunale, ci si deve presentare all’ufficio protesti per chiedere la cancellazione del protesto bancario o cambiale.

Teniamo presente che, se quella persona è la prima volta che viene inserita nel registro, molto probabilmente il nominativo verrà rimosso dall’archivio entro circa un mese dalla richiesta.

Quello che succederà. Infatti è che nelle prime tre settimane bisogna elaborare la pratica, per poi nell’ultima procederà l’accettazione. Inoltre, nel momento in cui il nominativo verrà rimosso dal registro, si potrà avere ancora accesso a richiedere mutui o pagamenti rateali.