Francia, scatta il divieto di fumo in spiagge, parchi e vicino alle scuole: multe fino a 750 euro
Da ieri, domenica 29 giugno, in Francia è entrato ufficialmente in vigore il divieto di fumo in numerosi spazi pubblici all’aperto. Lo stabilisce un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale sabato, frutto di una promessa annunciata dalla ministra della Salute Catherine Vautrin alla fine del 2023 e confermata lo scorso maggio.
La misura riguarda in particolare le spiagge durante la stagione balneare, i parchi e giardini pubblici, le pensiline dei mezzi pubblici e le aree intorno a scuole, biblioteche, impianti sportivi e strutture per l’infanzia. In questi ultimi casi, il fumo sarà vietato entro un perimetro di almeno 10 metri. La sigaretta tradizionale dovrà dunque essere tenuta spenta davanti a stadi, piscine, scuole superiori e qualsiasi luogo frequentato abitualmente dai minori. Le sigarette elettroniche, invece, non rientrano al momento nel provvedimento.
Il ministero della Salute ha annunciato che nei prossimi giorni sarà pubblicato un nuovo testo per definire nel dettaglio i confini di queste “aree senza fumo” e la relativa segnaletica, che sarà contrassegnata da un apposito pittogramma.
L’obiettivo dichiarato è proteggere i minori dall’esposizione al fumo e ridurre la diffusione del tabagismo. “Dove ci sono bambini, il tabacco deve sparire. Un parco, una spiaggia, una scuola, sono luoghi per giocare, imparare, respirare. Non per fumare”, hanno ribadito Vautrin e il ministro delegato alla Salute Yannick Neuder in una nota congiunta.
Le violazioni al nuovo divieto saranno sanzionate con una multa base di 135 euro, che potrà arrivare fino a un massimo di 750 euro nei casi più gravi. Tuttavia, il governo ha promesso una prima fase di applicazione “educativa”, volta a sensibilizzare la popolazione.
Il provvedimento fa parte del Programma nazionale di controllo del tabacco 2023-2027, che punta a realizzare entro il 2032 una “generazione libera dal tabacco”. Restano escluse dal divieto, per ora, le terrazze di bar e ristoranti, suscitando le critiche delle associazioni antifumo.

