La Serie A torna in campo contro la pirateria: #STOPIRACY lancia un messaggio ai tifosi
La Serie A torna in campo e lo fa anche contro la pirateria audiovisiva. In occasione della prima giornata della Serie A Enilive 2026/2027, la Lega Calcio Serie A rilancia per il settimo anno consecutivo la campagna di sensibilizzazione #STOPIRACY, rinnovata nel messaggio e nella veste grafica e nuovamente estesa, grazie alla collaborazione tra le tre Leghe professionistiche, anche ai campi di Serie B e Serie C.
L’obiettivo è chiaro: raggiungere direttamente chi guarda illegalmente partite e altri contenuti audiovisivi attraverso piattaforme e servizi pirata, cercando di scardinare una convinzione ancora molto diffusa in Italia, quella secondo cui il cosiddetto “pezzotto” sarebbe un comportamento sostanzialmente innocuo, privo di conseguenze per chi lo utilizza.
La nuova campagna punta invece proprio sul concetto di rischio personale. Il messaggio scelto per questa stagione è esplicito: “Quando usi il pezzotto lasci sempre tracce digitali. Non rischiare la multa. Mettiti in regola, conviene”.
Una formula che, pur utilizzando un linguaggio diretto e anche ironico, vuole spostare l’attenzione dalla convenienza economica apparente alle possibili conseguenze dell’utilizzo di servizi illegali.
I numeri della pirateria
A fotografare le dimensioni del fenomeno sono i dati riportati nella campagna, riferiti all’indagine FAPAV/Ipsos. Nel 2025, secondo le cifre diffuse, la pirateria audiovisiva avrebbe coinvolto il 37% della popolazione italiana dai 10 anni in su, con una diminuzione del 4% rispetto all’anno precedente.
Il dato resta comunque significativo. La stima del fatturato perso complessivamente dai settori economici italiani a causa della pirateria raggiunge infatti 2,3 miliardi di euro.
C’è poi un altro elemento che la campagna considera particolarmente importante: soltanto il 48% dei pirati riconoscerebbe la gravità del fenomeno. Una parte consistente degli utenti, quindi, continuerebbe a percepire l’accesso illegale ai contenuti come una trasgressione di poco conto.
Ma il problema non riguarda soltanto il rispetto del diritto d’autore. Secondo i dati citati dalla Lega, il 36% dei pirati adulti avrebbe sperimentato infezioni sui propri dispositivi, aggiungendo dunque alla questione legale anche quella della sicurezza digitale.
“Il pezzotto” non è senza conseguenze
La campagna insiste soprattutto su un aspetto: chi accede illegalmente ai contenuti non sarebbe necessariamente “invisibile”. Secondo il messaggio promosso da #STOPIRACY, le attività digitali possono lasciare tracce che, nell’ambito delle attività investigative, possono essere ricostruite anche a distanza di tempo.
È questo il punto centrale del nuovo spot realizzato dall’agenzia Proforma e presentato in anteprima venerdì 21 agosto sugli account social ufficiali della Serie A.
Il tono cambia rispetto alle campagne basate esclusivamente sull’invito alla correttezza. Il nuovo approccio parte infatti dalla stessa giustificazione utilizzata da molti utenti: risparmiare, pagare meno, trovare una soluzione apparentemente più conveniente.
La risposta della campagna è altrettanto diretta: quello che sembra un risparmio può trasformarsi in un rischio economico e giudiziario.
Il messaggio viene accompagnato dal riferimento all’attività della Guardia di Finanza, delle forze dell’ordine e della piattaforma Piracy Shield, il sistema utilizzato in Italia per contrastare la diffusione illegale di contenuti audiovisivi e sportivi online.
La Lega sottolinea così che l’azione contro la pirateria non si limita al blocco delle piattaforme illegali, ma mira anche a individuare e responsabilizzare gli utenti finali.
La campagna entra negli stadi
La sensibilizzazione non resterà confinata ai social network. In occasione delle partite della prima giornata della Serie A Enilive, il video della campagna sarà trasmesso sui maxischermi degli stadi, mentre una grafica dedicata comparirà anche durante le trasmissioni televisive, poco prima del calcio d’inizio e nel riepilogo delle marcature.
Ma quest’anno arriva anche una novità particolarmente visibile.
Per la prima volta, durante le prime due giornate di campionato, i calciatori delle venti squadre della Serie A scenderanno in campo con la patch #STOPIRACY applicata sulla manica destra della divisa.
Il messaggio coinvolgerà anche i bambini protagonisti del cerimoniale di gara, che indosseranno la patch sulla manica sinistra delle maglie “Keep Racism Out”.
L’iniziativa vuole trasformare così il contrasto alla pirateria in un messaggio collettivo, portato direttamente sul terreno di gioco dai protagonisti del campionato.
De Siervo: “Mettersi in regola conviene”
A spiegare la filosofia della nuova campagna è Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Calcio Serie A, che sottolinea come #STOPIRACY sia arrivata al settimo anno consecutivo con un completo rinnovamento grafico e dei contenuti.
Secondo De Siervo, il messaggio vuole parlare direttamente all’utente che continua a considerarsi semplicemente “furbo” quando utilizza illegalmente contenuti sportivi.
La campagna, ha spiegato il dirigente, cambia registro: non chiede soltanto di essere più onesti, ma cerca di dimostrare che essere in regola può essere anche la scelta più conveniente.
Nel nuovo video, inoltre, viene sottolineato il concetto della traccia digitale. Secondo la Lega, un’attività di pirateria può essere documentata dalle autorità anche settimane o mesi dopo il momento in cui è stata compiuta.
Il messaggio finale è quindi un invito pragmatico: evitare il rischio e utilizzare servizi autorizzati.
Una battaglia che coinvolge tutto il calcio professionistico
La lotta alla pirateria non riguarda soltanto la Serie A. La campagna coinvolgerà infatti anche Serie B e Serie C, grazie alla collaborazione tra le tre Leghe del calcio professionistico italiano.
De Siervo ha ringraziato espressamente la Lega Serie B e la Lega Pro per avere confermato il proprio sostegno a una battaglia considerata strategica per il futuro del calcio italiano.
Il problema, infatti, tocca direttamente l’economia dell’intero sistema sportivo: i diritti audiovisivi rappresentano una delle principali fonti di finanziamento del calcio professionistico e la diffusione illegale delle partite incide sul valore dei contenuti e sugli investimenti che ruotano attorno alle competizioni.
Secondo i dati citati dalla Lega, negli ultimi due anni oltre un milione di persone avrebbe smesso di piratare contenuti. Un risultato considerato significativo, ma che non viene ritenuto sufficiente.
La campagna #STOPIRACY punta dunque a proseguire su questa strada, utilizzando proprio gli stadi e la grande visibilità del campionato per raggiungere milioni di tifosi.
Il messaggio che accompagnerà l’avvio della nuova stagione è, in definitiva, semplice: quella che può sembrare una scorciatoia per vedere una partita a basso costo non è necessariamente priva di conseguenze. Per la Lega Calcio Serie A, la vera convenienza passa dalla scelta di servizi legali e dalla rinuncia al “pezzotto”.
E questa volta, a ricordarlo ai tifosi, non saranno soltanto gli spot: sarà anche la maglia dei loro giocatori preferiti.

