Milano: capitale economica del gioco?

A Milano si gioca: un dato di fatto. Sotto le guglie della Madonnina l’impero economico dell’azzardo si è espanso a macchia d’olio.

Slot machine, Gratta Vinci, Videopoker e altro sono ovunque ed infatti in regione cresce la raccolta da gioco.

Secondo gli ultimi dati rilevati nel 2017 sono stati in Lombardia si sono giocati 18,1 miliardi di euro comprese le quote vinte. Un dato interessante che fa crescere di un milione di euro la raccolta.

Un incremento dal 2016 di 3,11% punti in in un anno in una Regione. Il tutto è accaduto in un quadro normativo sano. E’ in vigore dal 2013 la norma regionale che introduce restrizioni nel settore slot machine. In tutto il territorio regionale è vietato installare slot nei pressi di luoghi sensibili ed infatti, secondo quanto si apprende dalla lettura di varie analisi statistiche, nell’ultimo anno le slot sono diminuite del 10% la cosa però forse non ha fatto diminuire gli investimenti in gioco che diventano un vero e proprio settore di investimento per l’economia.

I dati parlano da soli: a Milano gli investimenti in gioco crescono di un ottimo +3,6%, se si osserva il resto del territorio regionale scopriamo che a Pavia la raccolta di gioco ha registrato un incremento del 3,93%, a Cremona una lieve flessione del 2,5%, a Mantova +3,6%, a Sondrio +1,1%, a Como +4,4%, a Lodi +1,8%, Monza Brianza +4,4%, Varese +2,5%, Bergamo +2%, Brescia +3%, Lecco +1,5%.

A Milano ogni anno si investono 1, 42 miliardi in gioco, oltre 1000 euro a cittadino residente, ovvero la tredicesima.

Una cifra impressionante. Circa 602 milioni vengono investiti nelle cosiddette “new slot” quelle a moneta che si trovano un po’ ovunque ben 817 milioni invece si giocano nelle Vlt. Il dato che fa riflettere è che Milano è il quarto comune d’Italia sopra i 200mila abitanti per spesa, i milanesi giocano e giocano tutti giovani e meno giovani, cittadini delle fasce deboli e no. Le cifre non tengono conto del gioco online, molto sviluppato nella regione grazie alla sempre maggiore diffusione di siti di gioco sicuri e garantiti dall’AAMS. Presto arriveranno nuovi dati anche su questa fetta del settore del gioco, grazie alle statistiche dell’ente statale.

A Milano però non solo gioco e dati ma anche tanta politica interessata alla fenomenologia non certo irrilevante.

Nei giorni scorsi all’ombra della Madonnina si sono tenuti gli stati generali dell’azzardo dove l’Anzi Lombardia ha parlato ed approfondito il tema insieme a enti, istituzioni e operatori. Si tratta della terza edizione degli stati generali sul gioco d’azzardo,un appuntamento importante per tutti, persino per gli operatori economici. Agli Stati Generali erano presenti anche Don Virginio Colmegna, della segreteria del coordinamento lombardo e presidente Casa della Carità., Virginio Brivio, sindaco di Lecco e presidente Anci Lombardia, Arianna Censi, vice sindaca della Città metropolitana di Milano.

Mentre le grandi società internazionali pensano ad investire in Italia è anche vero che qui, in quella che un tempo è stata una Milano tutta da Bere vedere luoghi freddi e coloratissimi, uomini e donne intenti a scommettere, è qualcosa di particolare, differente, quasi fuori dall’ordinario. In Viale Certosa ad esempio esiste un luogo dove si gioca. Il tempo è fermo. All’interno le luci sono sempre uguali, non si conosce l’orario esatto, si cammina come sotto un eterno stato di ipnotismo. E’ Milano. Potrebbe essere Torino, Amburgo, Dublino o Berlino. Colori pallidi: quelli delle luci e dei faretti, colori fortissimi, musiche ammiccanti e serene. Quelle delle macchinette.