Milano taxi: vietati bermuda, canottiere, tute e ciabatte

Milano taxi al centro del dibattito. Alcuni tassisti vorrebbero più libertà. Invece sono soggetti al rigido regolamento regionale. La delibera numero 1602 del 2014 è inflessibile. Per chi è al volante delle auto bianche “è obbligatorio avere un abbigliamento decoroso e comunque confacente al pubblico servizio prestato. E’ vietato ai conducenti di autoveicoli in servizio indossare canottiere, pantaloni corti, ciabatte o tute da ginnastica”.

Milano taxi: fioccano le multe

Gli agenti della polizia locale della squadra Freccia uno hanno già elevato una ventina di verbali contro i tassisti che lavorano in bermuda. Oltre alle 110 euro a multa c’è anche un richiamo formale che finisce in commissione disciplinare. Inoltre c’è il rischio di arrivare a una sospensione temporanea della licenza in caso la violazione del regolamento si ripeta nel tempo.

Milano taxi: i tassisti sono divisi

Infatti il regolamento era stato approvato da alcune sigle sindacali mentre altre si erano dichiarate contrarie. “Noi ci eravamo opposti su questo punto” spiega Marco Marani della Cgil. “Si tratta di una questione di buon senso. Per molti prendere una corsa significa anche aspettare un cliente per oltre un’ora, sotto il sole, senza avere la possibilità di lasciare il motore acceso e l’aria condizionata, cosa che è giustamente vietata dalla legge”.

A Milano potrebbe essere controproducente lasciare che ognuno si vesta in modo indecoroso mentre svolge un servizio pubblico. Sotto la giunta Moratti si era anche ipotizzata la divisa per gli autisti dei taxi. Le regole ci vogliono, dichiarano diversi conducenti. Altri invece sono sul piede di guerra.

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