Il 30 ottobre verrà chiuso il sarcofago con le reliquie di Sant’Ambrogio

I risultati completi saranno presentati il 30 novembre. Invece il sarcofago di cristallo con le reliquie di Sant’Ambrogio sarà solennemente richiuso dall’arcivescovo Mario Delpini il prossimo 30 ottobre. Gli scheletri di Sant’Ambrogio e dei due santi martiri Gervaso e Protaso sono stati trovati in condizioni di conservazione ottimali.

Autopsia sulle reliquie di Sant’Ambrogio

Gli esami sono stati eseguiti dalla dottoressa Cristina Cattaneo, ordinario di medicina legale alla Statale di Milano. La direttrice del laboratorio di antropologia forense è stata incaricata dal nuovo abate della basilica di Sant’Ambrogio, Carlo Faccendini. La studiosa è stata autorizzata ad aprire l’urna di cristallo che custodisce le reliquie.

La scienza conferma quello che la tradizione religiosa sostiene da 1700 anni. Il suo volto corrisponde a quello del ritratto nella cappella di San Vittore. Gli esami sulle ossa dei santi sono stati effettuati all’istituto Galeazzi. E hanno consentito di verificare come la descrizione del santo ambrosiano fosse molto vicina alla realtà.

Sant’Ambrogio si lamentava spesso con la sorella Marcellina (anche lei santa) per un dolore intenso alla spalla destra. Era provocato da una frattura alla clavicola in giovane età, mai rimarginata. Il colpo subito è all’origine anche della leggera asimmetria del volto. Questa viene riportata anche dal più antico ritratto dello storico vescovo milanese. Si trova conservato nella basilica ambrosiana, nella cappella di San Vittore in Ciel d’Oro.

Sant’Ambrogio guidato da una rivelazione divina

Ambrogio trovò i resti dei due fratelli Gervaso e Protaso, oggi sepolti insieme a lui. Erano due soldati. Secondo la leggenda vennero torturati e uccisi per avere difeso la loro fede cristiana. Ambrogio li pose nella cripta della basilica. Chiese alla sua morte di essere deposto accanto a loro. Gervaso e Protaso morirono di morte violenta, uno per decapitazione. Erano due fratelli, forse gemelli, come tramanda la tradizione.