Gattuso non molla: il Milan è ancora lì

Gattuso non molla. “Io spento? La mia storia la conoscete, posso essere un uomo spento? Non mollo e lotto come ho sempre fatto. Se no starei a casa con i miei figli e i miei cani in giro per il mondo. È solo un momento di difficoltà, da cui abbiamo sempre saputo reagire. Penso semmai a quello che abbiamo buttato via, ma l’occasione c’è e dobbiamo crederci sempre”. Sono le parole del tecnico rossonero.

Nel ritiro Ringhio ha trovato le risposte che cercava. La reazione che non aveva visto la settimana scorsa c’è stata. “Il ritiro l’ho deciso io, appoggiato dalla società. E ho visto una squadra incazzosa. Ora voglio vederlo sul campo. Il ritiro non è certezza di risultato ma è stata una scelta per assumerci ognuno le proprie responsabilità. Ci sono regole da rispettare e nelle difficoltà ognuno deve capire che maglia indossa e in che ambiente si trova. In quel momento mi sembrava che non tutti quanti ci fossero con la testa. Credo ci abbia rafforzato. Delle serate non mi interessa, se i giocatori possono uscire va bene, a me interessa come si allenano, poi non faccio il carabiniere”.

“Bakayoko ha chiesto scusa, come aveva fatto già Romagnoli. La squadra deve dirsi le robe in faccia nelle difficoltà, forse per non fare polemiche non ce le siamo dette in faccia. Dopo il rancore passa, e parlo in generale, non ci sono solo io e 25 giocatori. Andrò via? La società non mi ha mai detto nulla, si scrive di tutto e non so a che pro. Io non mi dimetto, ho ancora due anni di contratto”.

Gattuso non molla e punta a raggiungere l’obiettivo a qualsiasi costo. “Il Bologna sta bene, con Sinisa viaggia molto veloce. Ma anche davanti alla squadra più forte al mondo avremo l’obbligo di fare una grande partita, dimostrare che ancora siamo vivi. E so che lo faremo, solo chi non ha cuore non lo farà”.